Sicurezza
Il gioco e i soldi spariti Così nasce l’omicidio
Secondo quanto emerge dalle indagini e dal racconto di amici e dipendenti i rapporti già difficili tra i due fratelli erano peggiorati per episodi poco chiari
VIAREGGIO. Il demone del gioco, un po’ di soldi spariti dalla cassa del locale. E un rapporto mai facile tra i due fratelli. Potrebbero essere questi i motivi alla base dell’omicidio di Mario Guidotti, 51 anni, freddato sabato pomeriggio con 4 colpi di pistola dal fratello Nicola, 59, di fronte al ristorante Mezzo Marinaio in Darsena. La polizia sta indagando su queste piste, ritenute le più credibili. Anche perché suffragate dalle testimonianze di amici e dipendenti dei due locali di Nicola, appunto il Mezzo Marinaio - dove lavorava anche Mario - e il Capitano. Ristoranti teatro, loro malgrado, della lite tra i due fratelli finita in tragedia.
Un rapporto mai facile. Mario e Nicola, Nicola e Mario. «Una vita a prendersi e a lasciarsi, manco fossero stati due fidanzati», dice un loro caro amico. Uno dei tanti che dipingono questo rapporto burrascoso da sempre. Nicola è il fratello maggiore, si sentiva quasi un padre per Mario. Soprattutto da quando erano scomparsi i genitori. Chi lavora con il ristoratore Nicola lo descrive come un tipo dal gran cuore, anche preciso dal punto di vista professionale nonostante qualche disavventura col Fisco. Chi conosce l’uomo, ammette che è capace di infiammarsi, ma in grado di dimenticare tutto subito dopo. E di offrire un caffè alla persona con cui aveva discusso. Con “Marietto”, però, era diverso: lui era il fratello minore, di solito il più ribelle. «Ne combinava di tutti i colori - dicono al Mezzo Marinaio - E Nicola, che era generoso, cercava di aiutarlo».
Le ombre del gioco e del denaro. Mario, al Mezzo Marinaio, faceva il cameriere. «Così mi dà una mano», diceva Nicola. Ma non tutto andava liscio, nel locale, tra Mario e gli altri dipendenti. Come tra Mario e lo stesso fratello. Le litigate erano tante, e non sempre ci si fermava alle parole. Le tensioni erano altissime. Dalle casse del locale erano spariti dei soldi, e i sospetti di Nicola si erano concentrati sul fratello. «Che aveva anche il vizio - hanno raccontato alcuni amici alla polizia - di invitare gente nel locale e farla pasteggiare tra pesce e Prosecco con pochi euro». Un comportamento che a Nicola non andava giù. Ma perché Mario avrebbe fatto questo? Secondo quanto risulta alla polizia, avrebbe avuto il vizio delle scommesse. Con risultati non sempre soddisfacenti, come accade spesso ai giocatori.
Le tensioni crescenti. Come tutti i ristoratori di quest’epoca, non solo di Viareggio, Nicola doveva fare i conti con le difficoltà professionali. Si era gettato con entusiasmo nella nuova avventura del Capitano, l’ex Barcobestia sulla via Coppino in Darsena, locale storico che lui stesso aveva gestito per anni. Nicola Guidotti voleva fare il salto di qualità: dalla dignitosissima cucina popolare del Mezzo Marinaio, che faceva felice la clientela sempre attenta al binomio qualità-prezzo, puntava a salire di livello con il Capitano, aperto assieme a un socio. Un desiderio che veniva messo in difficoltà dalla crisi, dai problemi che a Viareggio sono sempre dietro l’angolo, e dall’invidia che in questa città avvelena il cuore di troppi. Uno stress che era diventato insostenibile. Negli ultimi tempi Nicola si sfogava con gli amici: «Sto impazzendo per stare dietro a due locali». E i contrasti con il fratello non facevano che peggiorare la situazione. «Forse Nicola avrebbe dovuto mandarlo via, forse avrebbe dovuto rimproverarlo più duramente del solito», dicono gli amici. Ma forse in questi giorni tutto il rancore, tutto il dispiacere per quello che Nicola sospettava ha incendiato ulteriormente un rapporto già compromesso. Da lì è scattata una lite furibonda, avvenuta prima al telefono - mentre Nicola era al Capitano - e poi all’interno e fuori del Mezzo Marinaio. «La devi finire, devi darmi quello che mi spetta», avrebbe detto Nicola a Mario. Che pare abbia risposto per le rime. E a quel punto, mentre il fratello ribelle stava per andarsene, il revolver del ristoratore ha sparato i quattro colpi da cui non si potrà mai più tornare indietro.
@matteotuccini
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