Lutto
«Erano ragazzi generosi» Ma un po’ scapestrati...
Da Riccomini a Giacomo Pezzini il ricordo della vittima e del suo carnefice E tuti andavano a cena al Mezzo Marinaio: per mangiare, ridere e scherzare
VIAREGGIO. Enzo Riccomini, il grande Riccomini, è l'allenatore che ha fatto debuttare Nicola Guidotti in serie C a 16 anni nel Viareggio. Quando la C era una vera terza serie, con tre gironi tosti. «Aveva qualità sopra la media per la sua età - ricorda il mister - ed ero certo che avrebbe sfondato nel calcio. La sua esuberanza l'ha probabilmente frenato in questa possibile ascesa. E oggi non riesco a comprendere cosa gli sia passato nella testa».
Di Nicola era amico fin da ragazzino anche Alessandro Mannini. Giocavano nel bar Ivano, due promesse che approdarono insieme al Viareggio. Poi le carriere si sono divise, con Mannini che ha raggiunto la serie A, mentre Nicola si è fermato a categorie inferiori, anche al suo talento. «Non solo ci ha legato la passione per il calcio - dice - eravamo amici anche fuori dal campo, per questo sono sconvolto. E conoscevo anche Mario. Nicola, lo chiamavamo anche «bar Ivano», in ricordo delle origini calcistiche e di quel locale di via Regia che oggi non esiste più. Quando ho appreso la notizia ho stentato a credere che fosse tutto vero».
Nicola Batori era amico di Mario, la vittima. «Lo feci venire al Bozzano - racconta - dove ha giocato un anno. Poi siamo rimasti legati e ci frequentavamo. Ho passato una notte agitata, stento ancora adesso a crederci».
Con Mario Guidotti ha fatto coppia in campo nella Rondinella anche l'ex allenatore del Viareggio Alfredo Aglietti. «Il tecnico era Braglia - ricorda – formavamo una bella coppia in attacco, ci integravamo bene. Certo che Mario non ci sia più e tutto questo è avvenuto per mano del fratello non sembra vero. Al Mezzo Marinaio ci sono andato spesso nel periodo in cui allenavo il Viareggio. Conoscevo entrambi i fratelli, ho trascorso delle serate allegre e goliardiche».
Giacomo Pezzini è un personaggio che conosce i due mondi: ristoratore ma anche vecchio uomo di calcio. Partono i ricordi: «Ho ingaggiato Mario dopo la sua esperienza al Sansepolcro per portarlo alla Torrelaghese: eravamo in Interregionale e nel derby col Viareggio segnò un gol. In porta c’era proprio Alessandro Mannini. Fra i due ci fu un battibecco: Mario. con il suo carattere estroverso, dopo il gol ebbe qualche parola di troppo verso il portierone. Il nostro allenatore, Marcello Tentorio, si prodigò per riportare tutto alla normalità. Sono stato molte volte a pranzo al Mezzo Marinaio e ricordo un particolare. Ebbi bisogno di tovaglioli e tovaglie per il mio ristorante e mi aiutarono dandomi quelle che avevano disponibili. Erano generosi, sono incredulo e nello stesso tempo triste per questa tragedia che ha scosso un po' tutti coloro che li hanno conosciuti. E sono davvero tanti». Roy Lepore
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