Sicurezza
«Avrei voglia di ammazzare qualcuno...»
La battuta pronunciata venerdì mattina dall’omicida al mercato ittico. Poi, il giorno successivo...
VIAREGGIO. «Come va? Avrei tanta voglia di ammazzare qualcuno...». Una battuta, quella riecheggiata venerdì mattina fra una cassetta di calamari e una di sparnocchi fra i banchi del mercato ittico. Solo che a pronunciarla è Nicola Guidotti, 59 anni, titolare dell'osteria Mezzo Marinaio e del ristorante Il Capitano mentre sceglie il pesce migliore da servire in tavola per il primo weekend dell'estate. E allora, con il senno di poi, quelle parole mettono i brividi. E lasciano credere che quanto avvenuto sabato pomeriggio lungo la strada che corre di fronte al Palasport non sia frutto di un raptus improvviso, di una scintilla che scatena impulsi bestiali e incontrollabili. E che il tarlo che si era inculcato nella mente di Nicola stesse ormai scavando da tempo.
Che qualcosa non adasse per il verso giusto era evidente. Anche fra i pescatori che frequentano il mercato ittico in Darsena e che avevano Nicola Guidotti come cliente più o meno occasionale. «Da quando aveva rilevato il nuovo ristorante di via Coppino – racconta un pescatore trabaccolaro come lui – non era più lui. Era preoccupato. Le cose al Mezzo Marinaio non andavano più come un tempo. E la nuova avventura dell'ex Barcobestia, inizialmente affrontata con grande entusiasmo e con un pizzico di incoscienza, non era iniziata con il piede giusto. “Nel nuovo locale voglio portare una clientela più ricercata”, raccontava in giro. E il ristorante, per la verità, lavorava. Ma Nicola aveva dovuto affrontare non poche spese impreviste, a cominciare dall'adeguamento del locale alle normative per i locali pubblici. Forse non immaginava di dover investire così tanto...»
Da una parte le spese impreviste dell’ex Barcobestia, dall’altra il Mezzo Marinaio che non se la passava più così bene come una volta. «Nel locale storico di Nicola - raccontano ancora al Mercato ittico - le cose non andavano più come un tempo. Malgrado facesse la spola con lo scooter fra i due locali, lui aveva affidato l’osteria di via Salvatori al fratello mantenendo per sé un ruolo di supervisione. Ma il rapporto di fiducia fra i due si era rotto. Ma da lì ad immaginare che potesse accadere quello che è successo ce ne corre...»
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