Il Tirreno

Versilia

Smantellato il campo Rom di Seravezza

Tiziano Baldi Galleni
Due degli occupanti del campo Rom durante lo sgombero
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Due degli occupanti del campo Rom durante lo sgombero

Sgomberati roulotte e capanne. La polizia municipale: emergenza sanitaria. Ma gli occupanti non se ne vogliono andare

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SERAVEZZA. Le ruspe sono passate, come direbbe qualche leghista. Le forze dell’ordine, ieri, hanno messo in atto l’ordinanza di sgombero del campo rom a Seravezza. Roulotte, capanne e rifiuti: tutto caricato sul camion dell’Ersu e portato via.

«Neppure i pomodori che avevamo seminato ci hanno lasciato», dice arrabbiata Maria Paico, mentre lancia a terra quello che resta di una radice. Lei è una delle madri delle famiglie rom che si erano stazionate sotto l’argine del fiume Versilia, nei pressi di via Rotta. La nuova bretella appena costruita per servire la zona industriale del Puntone. Siamo a due passi da via Sipe e dal Golf Versilia.

Tuttavia quello di venerd' 19 non è stato l’unico sgombero. La polizia ha allontanato altri rom da sotto il cavalcavia dell’autostrada. A poche centinaia di metri. Nonostante lo sgombero appena eseguito, gli uomini della comunità Rom (meno di venti) stanno costruendo delle tende di fortuna. Con materiale di recupero, piantato sulla terra appena spazzata dalle ruspe.Reti d’acciaio, e pezzi di plastica per ripararsi dalla pioggia. Sembrano pollai. Non è loro intenzione spostarsi.

«L’area, un terreno di proprietà privata, versava in una situazione sanitaria preoccupante - spiega il comandate della polizia municipale Mauro Goduto - adesso le persone sono state allontanate dalla zona, e tutti i materiali rimossi per bonificare l’aria. Anche se alcuni di loro hanno annunciato che rimarranno in quel luogo». Per il momento non andranno a Forte dei Marmi come avevano annunciato nei giorni scorsi. Così qualcuno tirerà senz’altro un sospiro di sollievo.La “gatta da pelare” rimane a Seravezza.

«Stiamo cercando delle tende - dicono quelli dell’associazione Berretti Bianchi - È stato un comportamento molto dolce e soft, ma sempre di uno sgombero si è trattato». E anche il servizio sociale di Seravezza era già pronto a togliere l’affidamento dei sei minorenni. Che però al momento dell’azione delle forze dell’ordine non c’erano. Maria Paico ci spiega che hanno portato i loro bambini da alcune famiglie italiane dove svolgono qualche lavoretto. Uno di loro è anche malato di reni.

«Almeno le roulotte ce le potevano lasciare – piange Maria - adesso non abbiamo più un posto dove abitare, peggio degli animali». Da qualche anno a questa parte, solo a Seravezza, sono stati messi in atto diversi ordini di sgombero: almeno un paio nella zona ex camping in via Sipe, uno sotto il cavalcaferrovia a Querceta, e due ieri. Ma èun cane che si morde la coda: i problemi permangono, i cittadini pagano gli onerosi costi di sgombero, e ogni volta tutto ricomincia daccapo.

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