Il Tirreno

Versilia

Pugnala al cuore il rivale: catturato

di Donatella Francesconi
Pugnala al cuore il rivale: catturato

Accoltella un giovane dopo una lite di fronte a un locale del Vialone, poi si dà alla fuga. Ma i carabinieri lo arrestano

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VIAREGGIO. L’avevano trovato i carabinieri, la notte del 12 giugno scorso, agonizzante sul marciapiede davanti al “Buffalo”, sul viale della movida viareggina. Diciannove anni, straniero, senza permesso di soggiorno, ferito al cuore su quel viale Europa che tanti giovani della sua età attrae tra alcol e spaccio. Oggi chi lo ha pugnalato al torace, arrivando fino a toccare il miocardio, ha un nome: Arbi Hassan, 36 anni, cittadino marocchino, anche lui senza permesso di soggiorno, arrestato dai carabinieri dal Nucleo investigativo del Reparto operativo di Lucca e della Compagnia di Viareggio.

Le indagini dei militari dell’Arma hanno ricostruito l’accaduto e portato ad individuare il responsabile dell’aggressione che ha spedito la vittima sotto i ferri all’Opa di Massa e che è stata l’epilogo di una lite avvenuta tra i due stranieri nelle vicinanze del parcheggio del “Maki Maki”, uno dei locali di tendenza del Vialone.

I due discutono, e non è una scena rara nel cuore della notte mentre si spengono le luci dei locali. Dalle parole ai fatti, il diciannovenne viene prima aggredito - così la ricostruzione delle indagini - e poi pugnalato al petto, al fianco e alla mano. Fino a che non crolla a terra e lì viene lasciato al proprio destino. Ultima vittima del clima di violenza che la Darsena del divertimento notturno respira fin da primavera. Sicuramente l’episodio più grave, punta di un iceberg che in questi mesi non era difficile immaginare sottostante le numerose aggressioni e risse che i verbali delle forze di polizia e le cronache registrano.

Una volta scattate le indagini, i carabinieri sono arrivati in poche ore ad identificare l’aggressore. Le ricerche effettuate hanno portato a localizzarlo nell’area portuale, dove - lo sa bene chi vive il porto ogni giorno - non mancano i nascondigli (a cominciare dal mercato ittico in costruzione abbandonato da anni) per chi vive in maniera precaria a fare numero nelle “batterie” di ladri e spacciatori che battono spiaggia e movida. Hassan aveva capito che il cerchio si stava stringendo ed era pronto a tagliare la corda. Quando ha visto i carabinieri ha giocato l’ultima carta: la corsa verso la pineta. Ma non ha avuto scampo e per lui sono scattate le manette. Il Gip del Tribunale di Lucca ha poi convalidato l’arresto e ha disposto la misura cautelare in carcere. Consentendo di mettere un punto fermo su un episodio tra i più violenti che la Darsena ha vissuto negli ultimi mesi.

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