La manifestazione
La movida del quartiere tra aggressioni e spaccio
VIAREGGIO. È un mantra, quello che si ripete nel fine settimane in quelle famiglie che hanno figli dai 15 anni in su: «Non andare in Darsena, per favore». Per divertirsi, però, resta poco. Il rito...
VIAREGGIO. È un mantra, quello che si ripete nel fine settimane in quelle famiglie che hanno figli dai 15 anni in su: «Non andare in Darsena, per favore». Per divertirsi, però, resta poco. Il rito aperitivo-amici-musica-alcol si celebra sul Vialone con dj e decibel sparati dalle consolle nei giardini dei locali attrezzati di tutto punto. Intorno ronzano gli spacciatori, come zanzare determinate ad avere il proprio pasto. La Darsena della notte li vede spuntare quasi dal nulla appena imbrunisce. Giovani e giovanissimi, con un ricambio organizzato di facce nuove. Quando arrivano sul posto di lavoro spesso sono già ad alto tasso alcolico. Più o meno nelle condizioni in cui si raccolgono all’alba i ragazzi ubriachi, impasticcati, strafatti. «Pochi giorni fa - raccontano i gestori di una rivendita che apre i battenti presto - erano più o meno le cinque del mattino e c’era una macchina ferma sul viale con la musica a palla e dentro ragazzi e ragazze. Una di loro è uscita dall’auto e in mezzo alla strada, alzando la gonna, ha fatto i propri bisogni. Le abbiamo gridato dietro, ha risposto di farci gli affaracci nostri...».
È quello che capita a chi all’alba inizia il lavoro tirando su la saracinesca del bar, tra laghi di vomito, sbandati che entrano nel locale dopo la notte tra droga e alcol e pretendono ancora da bere, spaccio che in via Coppino, per esempio, utilizza i cassonetti come nascondiglio per la merce.
Fumo, coca, pasticche: sulla Marina si trova di tutto, come nella pineta di Ponente. Ma in Darsena c’è di più: «Quando apriamo - raccontano i gestori di una rivendita - troviamo un vero e proprio tappeto di blister come quelli dei medicinali. Sono pasticche molto piccole, non sappiamo di cosa...Ma sono davvero tante».
Qualche locale si è organizzato e sul retro ha collocato una fotocellula che illumina la zona se passa qualcuno. Tutti insieme hanno organizzato un servizio di vigilanza privato, primo presidio di osservazione di quanto si muove in una zona che in pochi mesi ha registrato numerose aggressioni, compreso il pestaggio ad una universitaria viareggina, ed un tentativo di violenza sessuale sul cui autore i carabinieri sono riusciti a mettere le mani.
In uno degli ultimi Comitati per l’Ordine e la sicurezza riunito in Prefettura si è parlato di nuovo del progetto telecamere per la Versilia e a breve si dovrebbe tenere l’incontro tra il sindaco di Viareggio, Del Ghingaro, ed il Prefetto Giovanna Cagliostro che ieri mattina ha fatto telefonare in Municipio per fissare l’appuntamento chiesto dal primo cittadino. (d.f.)
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