Sicurezza
Pietrasanta, la libreria dei bambini costretta ad arrendersi
Nella Piccola Atene non c’è spazio per le fiabe: chiude “La noce a tre canti” «Qui c’è posto solo per gallerie d’arte, negozi di scarpe e ristoranti»
PIETRASANTA. Il lieto fine, questa volta, non c’è. E se non c’è il lieto fine per una libreria dedicata esclusivamente ai bambini, forse allora è il caso di cominciare a preoccuparsi. Di certo la chiusura, a fine mese, de La Noce a tre canti angolo fiabesco di via Barsanti, là dove va a sospirare fra viuzzi e nicchie il centro storico cittadino, è un pessimo segnale per Pietrasanta.
«Chiudiamo perché non ci sono i numeri per sopravvivere. Ci abbiamo provato: sono stati quattro anni intensi, generosi per soddisfazioni ed amarezze. Nel 2011 ci dissero che eravamo delle pazze, che aprire una libreria per i bambini non aveva alcun tipo di giustificazione commerciale. Oggi, alla luce soprattutto degli ultimi due anni disastrosi o quasi, dobbiamo dire che avevano ragione a parlare di pazzia», dicono, con un filo di voce, Stefania Luisi e Alessandra Roselli.
«Abbiamo organizzato incontri, spettacoli, appuntamenti a tema: le colazioni al mattino con i racconti, le scenette teatrali, ‘ Nati per leggere’, ‘ I libri invadono la città’ rassegna che ha ottenuto un riconoscimento anche dal Ministero. Tante belle parole, tante soddisfazioni, ma poi, alla fine della giornata, il cassetto era sempre più vuoto. Impossibile – continuano – andare avanti così. Torneremo ad occuparci di laboratori teatrali, non abbandoneremo la nostra passione per i libri, ma con il commercio diciamo basta. Fare cultura non paga, da noi».
E non paga perché la crisi resetta ogni ambizione e perché un sistema legislativo, quello attuale, non tutela le piccole imprese, le piccole librerie: vai nei grandi centri commerciali o nei siti specializzati ed ecco che vedi applicati sconti fino al 15% sulle singole copie: una concorrenza che alla lunga ti costringe alla resa. «L’affitto? Non è stato questo il problema principale. E’ un fatto di mentalità, di consensi e belle parole che raramente si sono tradotti in fatti. Non vogliamo dare responsabilità o colpe a nessuno: sono tante le attività che devono arrendersi. Noi siamo fra queste. Certamente quando chiude una libreria, il segnale che ne consegue è brutto. E' una sconfitta per tutti».
Ma è anche la Pietrasanta da bere, la Cenatown mille bagliori ad avere deluso Stefania e Alessandra. «Dove ti giri ci sono soprattutto gallerie d’arte, bar e ristoranti. E poi negozi di scarpe e abbigliamento. . Sta venendo meno il contatto umano, la conoscenza diretta, la voglia di andare oltre l’aperitivo in piazza. Pietrasanta sta perdendo la propria identità. O forse l’ha già persa. In questo contesto, e non ci interessa fare polemiche, una piccola libreria per bambini, non ha futuro. E infatti chiudiamo, anche se in questi anni abbiamo avuto importanti collaborazioni, ad esempio con la Biblioteca comunale, e conosciuto belle persone che ci hanno gratificato. Persone e amici che ringrazieremo e saluteremo lunedì 22 giugno, alle 18, con un semplice brindisi».
Poi sarà tempo di tirare giù la saracinesca. Per sempre. In attesa della riapertura di un nuovo negozio. Di una nuova galleria.
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