Il Tirreno

Versilia

La commozione dei familiari: «Giusto così»

I sei nipoti hanno assistito al verdetto. «Un primo mattone, la vicenda giudiziaria resta aperta»

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FORTE DEI MARMI. Si sono commossi, alla lettura della sentenza. Prima di ascoltarla, infatti, avevano sentito la ricostruzione del delitto che ha sconvolto la loro famiglia. E alla fine il verdetto pronunciato dal giudice Riccardo Nerucci, dopo due ore di camera di consiglio, ha sciolto l’emozione e il dolore.

«Giusto così», commentano i sei nipoti di Luana Mariani che si sono costituiti parte civile. Si chiamano Alessandra, Roberta, Marco, Carlo Alberto, Andrea e Maurizio: di cognome fanno tutti Mariani, sono i figli dei tre fratelli di Luana. Ad assisterli in questa vicenda giudiziaria sono gli avvocati Claudia Buratti e Filippo Tacchi.

La famiglia Mariani è molto conosciuta a Forte dei Marmi: si tratta di una famiglia storica, che visse l’epopea degli Agnelli fianco a fianco con la casa torinese. Un nipote di Luana faceva il bagnino e insegnava a nuotare proprio ai ragazzi della casata.

«Questa sentenza è il primo mattone - spiega l’avvocato Buratti - di una vicenda complicata e che vede tre procedimenti penali diversi».

Il prossimo, infatti, è previsto per il 29 giugno quando nel tribunale dei minori di Firenze si discuterà la posizione del quindicenne coinvolto nel delitto di via Viner: probabile che anche in quel caso venga stabilita la sentenza. A fine luglio, invece, toccherà a Claudio Questa, il pensionato fortemarmino accusato di favoreggiamento, finire sul banco degli accusati.

I quattro appartenenti alla banda di via Viner accusati dell’omicidio hanno sempre sostenuto che si sia trattato di un errore, e che erano partiti per fare un furto. L’idea - hanno affermato - era di entrare nella casa di via Viner mentre Luana non c’era. Ma i familiari non hanno mai creduto a questa versione.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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