Il Tirreno

Versilia

Alluvione, i nomi delle vittime scritti con i fiori

I nomi scritti con i fiori in ricordo delle vittime dell'alluvione
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I nomi scritti con i fiori in ricordo delle vittime dell'alluvione

Stazzema: Cardoso commemora le quattordici vittime del disastro del 19 giugno 1996. "Il loro ricordo è un dovere"

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CARDOSO. Un grande tappeto di fiori ha accolto quest’anno all’ingresso nella chiesa di Cardoso coloro che hanno reso omaggio alle vittime dell’alluvione del 1996. Un grande tappeto di fiori che accoglieva quattordici nomi: Giulia, Alessio, Elena, Valeria, Margherita, Alma, Norma, Amos, Marino, Isolina, Renata, Manuela, Graziana, Valentino. I nomi di chi non c’è più, di chi quel 19 giugno non riuscì a scampare alla furia delle acque: altre centinaia di persone si salvarono miracolosamente ed ogni giorno ricordano con un dolore li accompagna sempre.

Nella piccola comunità cardosina ciascuno ha un parente, un amico, un compagno di giochi da ricordare. Un dolore che si è rinnovato alle 13,32 in punto di ieri quando le campane della frazione hanno suonato lungamente per richiamare i cittadini verso i luoghi della memoria, laddove tutto è stato ricostruito, dove i parapetti sul fiume idealmente ridisegnano i profili di case che non ci sono più. Solo una abitazione resta distrutta e resta come un monito in mezzo alle altre.

Ciò che colpisce sono le lapidi che improvvisamente appaiono con i nomi di coloro che morirono in pochi secondi quando il fiume che scorreva placido fino a poche ore prima divenne portatore di morte e distruzione. Molto è stato fatto da allora, il Paese ricostruito con quel fiume che è tornato a scorrere silenzioso. Un cartello all’interno del Paese ricorda come il Paese sia stato distrutto il 19 giugno 1996, omettendo di ricordare che poi il Paese è rinato per l’ostinazione della sua popolazione che non ha voluto abbandonare questi luoghi e perché vi fu un sistema di protezione civile che funzionò così come la politica seppe dare risposte.

A Cardoso è salito anche il Capo del Dipartimento Nazionale di Protezione Civile, Fabrizio Curcio, che ha voluto rendere omaggio ai luoghi della tragedia: con lui il sindaco Maurizio Verona, il vicesindaco Egidio Pelagatti e rappresentanti del mondo del volontariato. Poi il suono delle campane e quindi la deposizione dei fiori nei luoghi simbolo della tragedia fino alla Chiesa dopo il parroco Don Orsucci ha benedetto quei fiori e raccolto tutti nella preghiera.

Nel pomeriggio si è svolta la consueta staffetta in collaborazione con l’Atletica Pietrasanta che dal Cinquale, alla foce del fiume Versilia, ha condotto le fiaccole del ricordo sino a Pontestazzemese, da cui è partita una fiaccolata silenziosa per Cardoso e presso la Chiesa di Santa Maria Assunta si è svolta la Santa Messa in ricordo delle vittime.

«Abbiamo il dovere di ricordare i nostri morti – commentano il sindaco Maurizio Verona e l’assessore alla protezione civile Egidio Pelagatti - ma soprattutto abbiamo un dovere di garantire la sicurezza a tutti coloro che hanno voluto rimanere in questi luoghi e nonostante la tragedia che si è consumata, hanno scelto di costruire qua il loro futuro. Il prossimo anno sarà il ventesimo anniversario e siamo già in attività per definire il programma delle celebrazioni».

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di Redazione web