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GLI AMICI

Staremo col fiato sul collo a inquirenti e magistratura

Staremo col fiato sul collo a inquirenti e magistratura

VIAREGGIO. Gli amici di Manuele Iacconi fin dal primo momento hanno fatto quadrato intorno alla famiglia distrutta nel dolore. Hanno organizzato varie iniziative per cercare di mantenere sempre...

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VIAREGGIO. Gli amici di Manuele Iacconi fin dal primo momento hanno fatto quadrato intorno alla famiglia distrutta nel dolore. Hanno organizzato varie iniziative per cercare di mantenere sempre concentrata l'attenzione su questa vicenda che non riescono ancora a capire come possa essere avvenuta.

Il giorno dopo la decisione di concedere la libertà ad uno dei due minorenni coinvolti nell'aggressione di Manuele - quello accusato di tentato omicidio - si ritengono delusi per la decisione presa, anche se in qualche modo se l'aspettavano. «Sapevamo che poteva andare in questo modo - dice Mario Rosi, che è sempre stato uno dei portavoce del gruppo di amici - scaduti infatti i sei mesi per la carcerazione preventiva, la legge prevede che ci sia la libertà. Però sinceramente vista la gravità della situazione tutto ciò ci ferisce ancora di più, perché la vicenda sembra ingarbugliata, senza che ci sia stata fatta chiarezza di cosa realmente è accaduto quella notte. La nostra sensazione è che ci possano comunque anche essere dei possibili ulteriori colpi di scena, dai risultati delle indagini che sono proseguite nel corso di questi mesi e che speriamo possano portare a quelle risposte che ci aspettiamo»

Al momento non ci sono altre inziative in programma da parte degli amici. «Per ora no, ma cercheremo comunque di far sentire il fiato sul collo a chi deve cercare di dare una spiegazione a tutto quanto è accaduto. Il processo che inizierà a metà settembre è una tappa importante che attendiamo con ansia, perché in quella sede dovranno essere accertate le responsabilità di chi ha provocato la morte di Manuele. Un ragazzo che amava la vita e che in un modo inqualificabile l’ha persa per colpa di altre persone. Tutto questo non possiamo comprenderlo, ecco perché ci auguriamo che coloro che sono preposti a dover far emergere la verità e la giustizia lo facciano nei tempi giusti. A questo punto è l'unica cosa che ci resta dopo quello che è accaduto. Ci sembra il minimo che possa essere fatto soprattutto per Manuele e la sua famiglia». (r.l.)

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