Gioco
I familiari: o Mattarella ci riceve oppure ci rivolgeremo al Papa
Domani si apre a Villa Argentina la mostra “Incancellabile”: documenti, foto e tutto il materiale che ricorda sei anni di infinito dolore. Con l’incubo prescrizione per il reato di incendio doloso
VIAREGGIO. “Incancellabile”, come la scritta sulla lavagna della scuola, da ripassare a casa ed imparare a memoria. È il titolo della mostra che si apre domani a villa Argentina e che racconta, grazie alla collaborazione tra Marco Piagentini e Gianfranco Maffei, sei anni di tragedia. Sei anni dalla notte maledetta del 29 giugno 2009, trentadue morti, i feriti ancora alle prese con le ustioni, il lutto seminato nei cuori e nelle famiglie. Sembra ieri. Quando Giorgio Napolitano, allora presidente della Repubblica, partecipò ai funerali solenni e poi andò all’ospedale Versilia dove era ricoverato Leonardo Piagentini, trovato vivo sotto le macerie della sua casa mentre la sua famiglia agonizzava a moriva.
«Proprio a Napolitano - è la voce di Daniela Rombi, presidente dell’associazione “Il mondo che vorrei”, per tre volte gli abbiamo chiesto un incontro che non c’è mai stato. Poi abbiamo scritto a Mattarella e anche lui non ci ha risposto. Bene: noi non lasciamo perdere. E se non saremo ricevuti dal capo dello Stato italiano vorrà dire che ci rivolgeremo ad un altro capo di Stato: il Papa». Per il 29 giugno saranno di nuovo a Viareggio i rappresentanti delle altre stragi d’Italia: «Con il comitato “Noi non dimentichiamo” abbiamo questo obiettivo - continua Rombi - non possiamo fare sconti: a nessuno. Ci devono tutelare ed ascoltare. E di parole oggi ne abbiamo sentite abbastanza...».
Incancellabile come quel reato di incendio doloso che a dicembre 2015 andrà in prescrizione. Alle ustione di Marco Piagentini e di tutti gli altri, i vivi ed i morti, non ci sarà risposta della giustizia. «La strage di Viareggio è incancellabile nell'identità stessa del territorio tutto», sono le parole di Stefano Baccelli, per nove anni presidente della Provincia ed ora neo consigliere regionale, che ha messo a disposizione Villa argentina per la mostra che si apre domani.
«La prescrizione non è accettabile», dicono Marco Piagentini, Daniela Rombi e tutti gli altri familiari: «Diteci come un genitore si deve sentire. È inumano. La politica ha il dovere di porre rimedio. Come possano fare non lo so... Facciano quello che vogliono, ma noi non staremo a guardare».
La mostra resterà aperta fino al 27 giugno dalle 17 alle 23. L’idea è quella di poter arrivare a portare in giro per l’Italia il gran lavoro fatto. «Tavole volutamente bianco su nero - sottolinea Piagentini -: perché troppe volte quello che in questi anni, su questa vicenda, è stato scritto nero su bianco si è perso».
Comune di Viareggio e Provincia di Lucca, costituiti parte civile nel processo iniziato il 13 novembre 2013, hanno concesso il patrocinio. Un modo per fare sentire che le istituzioni ci sono, in questo cammino infinito verso la verità che sembra non trovare fine.
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