Il Tirreno

Versilia

Arpat dà il via libera: si torna a fare il bagno

di Cesare Bonifazi

I dati dei giorni scorsi rileverebbero un abbassamento della carica batterica Con l’ufficialità dei risultati verrà revocato il divieto di balneazione a Lido

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LIDO DI CAMAIORE. Le carte sarebbe già pronte sul tavolo di Alessandro Del Dotto: già da questa mattina il divieto di balneazione potrebbe essere revocato. Manca solo l’ufficialità dell’Arpat che ha effettuato nuovamente le analisi sui fossi. Il sindaco di Camaiore è fiducioso perché pare che i contro-rilievi, seguiti all'ordinanza di stop ai tuffi, siano buoni e i bagni del fine settimana dovrebbero essere salvi. I valori infatti sarebbero rientrati nella norma e dovrebbero sciogliere momentaneamente i problemi sui cento metri di spiaggia interessati dall’interdizione.

«Quando l'Arpat ha fatto le analisi e ho emesso il divieto - dice Del Dotto - ho subito ordinato delle contro-analisi perché si fosse certi del risultato. Pare siano andate molto bene: i valori sarebbero rientrati alla normalità, il problema serebbe stato solo transitorio. Sono pronto, appena arriverà l’ufficialità, a revocare l’ordinanza di divieto».

I risultati ufficiali di Arpat sulla Fossa dell'Abate infatti non si conoscono ancora ma sono molto attesi per la mattina di oggi. Un risultato positivo dei test significa l'immediato ritiro del divieto ed è, ovviamente, la speranza dell'amministrazione oltre che dei balneari che non cominciano la stagione lavorativa sotto buoni auspici.

Gli ultimi campionamenti di qualche giorno fa avevano attestato uno sforamento, seppur limitato, sulla presenza di escherichia coli nelle acque dei fossi: un valore di 933 a fronte di una media di 500. Per quanto riguarda gli enterococchi intestinali, il dato era di 320 su 200 di media.

I batteri, cha hanno causato diversi grattacapi alle categorie turistiche, arrivano nell’acqua direttamente dalle fognature che scaricano nei fossi.

Quegli stessi fossi dove sono state condotte le nuove misurazioni: i due punti incriminati sono piazza Matteotti e, appunto, la Fossa dell'Abate.

Le indagini di Arpat porterebbero anche buone notizie per Pietrasanta perché pare che i livelli siano buoni anche sul fosso Motrone, anche quello a rischio.

L’annuncio dei primi rilevamenti negativi era arrivato proprio alla vigilia della conferenza di servizi che ha approvato l’installazione dell’impianto di ionizzazione che servirà per purificare l’acqua di scarico che arrivano sui fossi. Una seduta a cui erano presenti, oltre ai Comuni interessati, anche i balneari, Gaia, il Consorzio di bonifica e l’università di Pisa.

L’impianto anti-liquami, purtroppo, non sarà pronto prima di fine luglio. La possibilità che il problema si presenti di nuovo è sempre dietro l’angolo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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