La manifestazione
Mare pulito: patto tra sindaci
Del Dotto ottiene l’ok definitivo per gli impianti anti-liquami Si valuterà a breve se usare anche l’acido peracetico
LIDO DI CAMAIORE. Il sindaco di Camaiore Alessandro Del Dotto ha ottenuto sei sì e un “nì”, quello del collega pietrasantino Massimo Mallegni. Che però è quasi un via libera. Ormai è deciso: gli impianti di ionizzazione per combattere l’inquinamento delle acque versiliesi, che in meno di un mese ha già causato due divieti di balneazione - l’ultimo a Lido appena due giorni fa - diventeranno realtà. Si spera entro la fine di luglio.
Del Dotto non fornisce date su quando partiranno i lavori, ma spiega che «il Comune di Camaiore sta preparando i contratti per la gara d’appalto. Sono realisticamente ottimista sul fatto che si possa arrivare al 1º agosto con gli impianti già funzionanti».
Nel frattempo, però, nella Conferenza dei servizi di ieri Mallegni ha strappato un’apertura sull’utilizzo dell’acido peracetico, più volte sventolato in campagna elettorale. In pratica, i tecnici valuteranno da qui a domani se sia possibile usare questo disinfettante, per ridurre ulteriormente l’inquinamento da liquami in fiumi e fossi. Che poi spediscono tutto in mare nelle giornate di pioggia. Del Dotto resta scettico: «Dal 2006 il Codice dell’ambiente impone il principio di precauzione - spiega il sindaco di Camaiore - che poi è un principio condiviso dall’Unione Europea. In pratica, se non sei sicuro che un prodotto non sia nocivo per l’ambiente non puoi usarlo. Ricordo, inoltre, che nelle tabelle delle sostanze considerate lecite dal ministero dell’Ambiente l’acido peracetico non c’è. Di conseguenza, ho fatto presente al sindaco di Pietrasanta che bisogna andarci coi piedi di piombo. Se entro domani ci saranno certezze maggiori di quelle che sono in nostro possesso oggi, potremo valutare anche questa ipotesi».
La Conferenza dei servizi, assicura Del Dotto, ha sbloccato definitivamente la questione dei tre impianti di ionizzazione che verranno costruiti alla Fossa dell’Abate, a Motrone e a Fiumetto. Del resto, dopo i due divieti di balneazione scattati a fine maggio proprio a Fiumetto e martedì scorso alla Fossa dell’Abate - coinvolgendo in quest’ultimo caso sette stabilimenti balneari del litorale camaiorese - è difficile chiedere altro tempo agli operatori turistici. E in generale a tutti coloro che vivono dell’oro della Versilia.
Perciò al progetto per la ionizzazione - che dovrà abbattere le cariche batteriche scaricando energia elettrica nei fossi - hanno dato il loro ok i Comuni di Camaiore e Forte dei Marmi (quest’ultimo presente con il sindaco Umberto Buratti), la Regione, l’Arpat, la Capitaneria di porto e il ministero per i Beni e attività culturali, il cui via libera è necessario perché ha competenze sul paesaggio - così spiega Del Dotto. Hanno preso tre giorni di tempo a partire da ieri i Comuni di Pietrasanta e Viareggio e il Consorzio di bonifica. Di Mallegni abbiamo detto, e ne parliamo anche a fianco; ma l’assenza di Giorgio Del Ghingaro è stata notata. Tuttavia, assicurano da Camaiore, il Comune di Viareggio era presente con i propri tecnici, e quindi ha potuto partecipare alla discussione. Al tavolo c’erano anche la società idrica Gaia, i tecnici dell’Università di Pisa e quelli della società che ha progettato gli impianti: tutti e tre i soggetti non avevano potere di veto. «Domani parleremo del peracetico - conclude Del Dotto - ma siamo partiti. E non si torna indietro».
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