Il Tirreno

Versilia

Le ruspe sgombrano il campo nomadi «E noi si va a Forte!»

di Tiziano Baldi Galleni
Le ruspe sgombrano il campo nomadi «E noi si va a Forte!»

Il sito di Seravezza viene chiuso su ordine del Prefetto Trenta rom pronti a traslocare nella spiaggia dei vip

3 MINUTI DI LETTURA





SERAVEZZA. Pronte le ruspe per il campo nomadi. Ma i rom che stazionano nella zona industriale di Seravezza sono pronti a spostarsi a Forte dei Marmi. Suona come una specie di minaccia per la spiaggia vip per eccelenza, l’innesco perfetto per uno scontro con la crescente marea leghista.

Un guazzabuglio in piena estate. Il passaggio a Forte (ma dove?): questa la prima ipotesi fatta dalle famiglie rom (circa 30 persone in tutto) che si erano accampate in un terreno vicino a via Rotta - nei pressi dell’argine del fiume Versilia - dopo che la Polizia del comando di Forte dei Marmi gli ha comunicato che domani subiranno lo sgombero delle loro roulotte.

Se in queste ultime ore non raccoglieranno i loro pochi averi tutto andrà al macero. E tra le circa 30 persone ci sono anche 6 minorenni.

Arriveranno le (ormai famose) ruspe a portare via ed abbattere tutto. Lo sgombero era stato ordinato dall’amministrazione di Seravezza tempo fa, ed è stato poi avallato dalla Prefettura di Lucca.

Ma c’è chi interviene a difesa dei nomadi di etnia rom. «Siamo preoccupati prima come cittadini che come associazione – hanno spiegato i Berretti Bianchi, ovvero l’organizzazione che segue questi nomadi –avremo di nuovo 30 persone sparse per la Versilia». Ma a quanto pare ai Berretti Bianchi avrebbero espresso l'intenzione di volersi trasferire nel vicino comune di Forte dei Marmi.

«E’ chiaro che adesso si stanno domandando dove andare. Lo sgombero avviene a causa del fatto che tutti i rom presenti in Versilia sono nel comune di Seravezza, l’unico che ha fatto accoglienza – prosegue l’associazione che da anni si occupa delle comunità rom - questa situazione di disuguaglianza l’abbiamo denunciata più volte».

I rom hanno chiesto aiuto ai Berretti Bianchi che tuttavia adesso non hanno più soluzioni. E le prospettive – sia per la Versilia che per queste persone - sono tutt'altro che rosee.

«Riteniamo che questa operazione delle forze dell’ordine sarà inutile – proseguono i Berretti – anzi. Alle porte c’è la stagione balneare 2015, e per coloro che vedono nei rom un pericolo questo è il modo per farlo aumentare: con uno spazio attrezzato e un po’ d’acqua saremmo tutti tranquilli; invece così scoppierà qualcosa di grosso. Loro si sentono di vivere continuamente nell’illegalità».

Ad incominciare – secondo i Berretti Bianchi – dai luoghi dove buttare la spazzatura, o dove fare i bisogni, o perfino lavarsi (dovranno utilizzare l’acqua del fiume). Intanto i Berretti Bianchi hanno denunciato anche una “latitanza” del personale tecnico e amministrativo del settore servizi sociali del Comune di i Seravezza, che in questi giorni hanno provato a contattare.

«La Prefettura di Lucca deve sollecitare la ripresa di un tavolo comune – proseguono i Berretti Bianchi – poco più di trenta persone rom su circa 50 mila abitanti della Versilia storica non dovrebbero essere un problema – concludono i volontari dell’associazione - fossero anche tre comuni ad intervenire, sarebbero una dozzina a testa da accogliere». Ma quando la questione diventa politica i numeri, seppure piccoli, non contano più.

 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa