Italia
L’ultimatum delle imprese «Tutti gli alibi sono finiti»
Balneari, albergatori e commercianti di Lido rimasti scottati dall’ultimo divieto di balneazione alla Fossa dell’Abate: «Polemiche? Preferiamo risultati subito»
LIDO DI CAMAIORE. «Non è il momento delle polemiche, ma di rimboccarsi le maniche per risolvere la questione in tempi rapidi».
È un vero e proprio ultimatum quello lanciato dagli operatori turistici di Lido dopo a nuova tegola sulla stagione turistica, il divieto provvisorio di balneazione per un tratto di spiaggia accanto alla Fossa dell’Abate.
Il divieto colpisce, ma non destabilizza l’associazione albergatori, balneari e commercianti di Lido di Camaiore, impegnata nell’organizzazione di numerosi eventi per l'estate - prossimo dei quali 19-20 giugno dedicato alle biglie da guinness dei primati - per rilanciare l'immagine del litorale.
«Non è certo il momento di sollevare polemiche - dice Maria Bracciotti, presidente degli albergatori di Lido di Camaiore - ma di risolvere questa emergenza e di tutelare la stagione iniziata. Sappiamo che la questione è molto complessa, ed è giunto il momento che ognuno si assuma le sue responsabilità, a partire dal Consorzio di bonifica, di Gaia e di chi ha le competenze per far sì che il sistema fognario dei quattro Comuni che affacciano sul mare sia adeguato. Non servono discorsi, ora è giunto il momento di capire chi fa cosa. Non si tratta di risolvere un’emergenza, ma di pianificare un cronoprogramma di lavori. Mi auguro che le categorie siano invitate al tavolo con i quattro sindaci per risolvere il problema».
Ribadisce il concetto anche Luca Petrucci, presidente dei balneari di Lido.
«Sappiamo che i lavori di Gaia hanno una durata di 3-4 anni. Ma tutti i piccoli accorgimenti fattibili, dalla rimozione della alghe alla registrazione delle pompe di sollevamento e delle idrovore, deve essere fatto dagli enti preposti senza perdere tempo».
Sulla stessa linea Carmelo Donzella, presidente del Libero comitato commercianti Lido.
«Servono provvedimenti veloci perché la stagione inizi bene. Sono sicuro che le analisi hanno dato quel risultato anche a causa del mare mosso e di correnti particolari. Vedremo le prossime analisi cosa diranno. Comunque non è tempo per le polemiche, ma di avviare un percorso operativo, anche con le due nuove amministrazioni insediate a Viareggio e Pietrasanta».
I toni sono quelli di chi non vuole spaccare il fronte. Ma è chiaro che le imprese turistiche lidesi ribollono dentro. Facile immaginare come la notizia del divieto di balneazione sia arrivata anche fuori Versilia, turbando ulteriormente qualche turista già provato dalla pessima estate scorsa. La pubblicità negativa, insomma, comincia a essere troppa e la pazienza di chi campa col turismo è finita da un pezzo. Una cosa è certa: più tardi arriverà la soluzione, più forte sarà la protesta che si solleverà contro enti e istituzioni versiliesi. Perché gli alibi, è proprio il caso di dirlo, sono finiti.
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