Il Tirreno

Versilia

Caso Iacconi, liberato uno dei minorenni

di Matteo Tuccini
Caso Iacconi, liberato uno dei minorenni

Scaduti i sei mesi per la carcerazione: il giudice lo fa uscire anche dalla comunità dove era stato inviato negli ultimi tempi

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VIAREGGIO. Torna in libertà dopo sei mesi uno dei due minorenni accusati del pestaggio in cui ha perso la vita Manuele Iacconi, meccanico di 34 anni di Piano di Mommio.

A deciderlo è stato il giudice per le indagini preliminari del tribunale minorile di Firenze. Il 15 giugno sono scaduti, infatti, i termini per la carcerazione, che per i minorenni può durare al massimo un semestre (per gli adulti invece il termine è un anno). A meno che nel frattempo non sia stata fissata un’udienza, come è avvenuto nel caso dell’altro ragazzo che si è autoaccusato del pestaggio omicida di Iacconi. Per lui, infatti, è stato chiesto il giudizio immediato: andrà a processo il 14 settembre (ne parliamo a fianco).

Il giovane tornato in libertà da poco era stato recluso nel carcere minorile di Torino il 15 dicembre. Da un paio di mesi, però, si trovava in una comunità in Umbria, dove comunque era sottoposto a delle restrizioni: per uscire doveva essere accompagnato. Nella ricostruzione fatta dal commissariato di polizia - in base anche alle dichiarazioni dei giovani coinvolti - mentre Iacconi veniva massacrato a colpi di casco dal suo sodale, lui avrebbe picchiato, con un altro casco, l’amico di Iacconi, Matteo Lasurdi. Mandandolo all’ospedale con ferite gravi.

Il provvedimento del giudice è arrivato senza che sia stata fatta istanza di scarcerazione da parte dei legali del giovane, gli avvocati Giorgio Nicoletti e Paola Memmola. Il provvedimento, oltre che ai legali, è stato notificato ai carabinieri del luogo dove si trovava rinchiuso il ragazzo.

I due minorenni, nella ricostruzione - ancora piena di dubbi - sono finiti in carcere perché indiziati del vero e proprio pestaggio di Iacconi e Lasurdi. Pestaggio che sarebbe avvenuto per futili motivi, dopo un “confronto” poco amichevole al semaforo all’incrocio tra via Coppino e via Oberdan, in Darsena. La tragedia è accaduta nella notte di Halloween, dopo una serata sui locali del Vialone; ma non è stato mai chiarito se tra i protagonisti ci sia stato qualche precedente, o se la follia omicida sia frutto di una lite avvenuta lì per lì. Nella vicenda sono rimasti coinvolti altri due ragazzi, Federico Bianchi, 20 anni, e Alessio Fialdini, 19. Le cui responsabilità sono considerate inferiori rispetto agli altri, tanto da non richiederne l’arresto e la carcerazione.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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