Il Tirreno

Versilia

Intervento chirurgico sbagliato La sua azienda fa causa all’Asl

di Matteo Tuccini
Intervento chirurgico sbagliato La sua azienda fa causa all’Asl

Operaio prolunga la propria assenza dal lavoro per i postumi di un’operazione non riuscita a una tibia Il calzaturificio cita per danni l’azienda sanitaria. Che è costretta a versare 9.000 euro di rimborso

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VIAREGGIO. Si sottopone a un intervento chirurgico a una tibia, ma l’operazione non riesce alla perfezione. E la guarigione si rivela più complicata del previsto. Tanto da costringere il paziente, un operaio, a un’assenza prolungata dal lavoro per malattia. Così la sua azienda decide di fare causa all’Asl. E - dopo un contenzioso durato anni - riesce a farsi rimborsare 9.000 euro.

La vicenda ha origine nel 2010, e riguarda un dipendente dell’Artigiana viareggina, calzaturificio oggi in concordato preventivo. L’uomo viene sottoposto all’ospedale Versilia a un intervento chirurgico di osteotomia tibiale: in pratica gli viene tolto un pezzetto di tibia. L’operazione, però, non ha il risultato sperato. E rende più complicato il recupero del paziente.

L’operaio chiede i danni all’Asl, che gli vengono rimborsati dalla compagnia di assicurazione Faro, a quel tempo responsabile dei risarcimenti per questioni sanitarie. Ma anche il calzaturificio intende rivalersi sull’azienda sanitaria, perché il dipendente è stato a casa più del previsto. Con conseguente esborso maggiore a carico della ditta dove lavora. Che ritiene di aver subìto un danno di poco superiore ai 9.000 euro.

Il contenzioso, però, si arena. Il perché è presto detto: nei mesi successivi la compagnia Faro, che dovrebbe tutelare l’Asl Versilia (come tutte le altre Asl) in questi casi, va gambe all’aria. E viene messa in liquidazione dal ministero dello Sviluppo economico. Una vicenda nota, che ha avuto come conseguenza principale quella di bloccare i risarcimenti per i pazienti che hanno fatto causa per vicende di malasanità vera o presunta. E così anche la questione dell’operaio si blocca. Per tornare in tribunale soltanto nel 2012. Ma ci vogliono altri due anni perché venga ordinata dal giudice una nuova perizia che faccia chiarezza tra la richiesta dell’azienda e la cifra che l’Asl ritiene adeguata.

Gli stessi legali dell’azienda sanitaria, infatti, si rendono conto che il contenzioso finirà male. E che la perizia ordinata dal giudice, con l’incarico affidato al dottor Andrea Martinelli di Lucca, avrebbe stabilito - si legge in una delibera - «quale periodo di convalescenza era dovuto al normale decorso post-operatorio, e quale, invece, al cattivo risultato dell’intervento chirurgico, considerato quest’ultimo pacifico».

A quel punto l’Asl decide di trovare un accordo con l’Artigiana viareggina, nel frattempo finita in concordato preventivo. E dà il via a un rimborso da novemila euro. Che è stato approvato di recente dal liquidatore del calzaturificio dopo un confronto immediato con i creditori.

@matteotuccini

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