Sicurezza
Così è nato il trionfo di Del Ghingaro
L'idea della sua candidatura fu lanciata a fine gennaio da Rossella Martina con un'intervista al Tirreno: quattro mesi dopo quella intuizione geniale, che ha spaccato il Pd di Viareggio, si è dimostrata vincente
di LUCIANO MENCONI
C’è sempre una donna coraggiosa dietro il successo di un uomo. Parafrasando l’antico proverbio latino si potrebbe sintetizzare così la storia del successo viareggino di Giorgio Del Ghingaro. La donna che in questa vicenda ha interpretato un ruolo cruciale è Rossella Martina, giornalista appassionata di politica, ex candidata sindaco di Viareggio tornerà bellissima, prima degli eletti della omonima lista civica. È stata lei a lanciare, dalle pagine del Tirreno, l’idea della candidatura Del Ghingaro.
Era il 29 gennaio, partiti e movimenti stavano muovendo i primi passi in vista delle elezioni ancora lontane, il Pd andava dicendo che alla città serviva una figura che fosse a cavallo tra il mondo delle professioni e la politica, qualcuno dalle riconosciute competenze tecniche che potesse essere presentato come non organico - anche se ovviamente non estraneo - a quel mondo dei partiti che a Viareggio aveva fatto fin troppi danni.
«Giorgio Del Ghingaro sarebbe il candidato perfetto per un comune ridotto al dissesto» disse Martina ricordando che aveva salvato Capannori dal crac facendolo diventare un modello.
I vertici del Pd, il partito a cui è iscritto Del Ghingaro, eccezion fatta per la senatrice Manuela Granaiola, risposero picche. Il segretario della federazione Giuseppe Dati, in veste di commissario del partito a Viareggio, cassò subito l’iniziativa: «Avanzare nomi sul giornale senza aver consultato nessuno, neanche il diretto interessato, non è un metodo costruttivo che può portare a risultati» furono le parole con cui liquidò la questione, facendo capire che più del merito non era piaciuto il modo in cui quella candidatura era stata avanzata. Psicologismi della politica.
Mentre Dati chiudeva la porta, Del Ghingaro apriva la finestra. «Ammetto che questa nuova sfida potrebbe avere tutte le caratteristiche per indurmi ad alzarmi dalla scrivania del mio studio e farmi tornare in prima linea» fu la sua risposta, affidata due settimane dopo a un’intervista, sempre sul Tirreno. Il 26 febbraio l’annuncio ufficiale: «Mi candido a sindaco». Con l’aggiunta: «Se il Pd volesse convergere sulla mia persona mi farebbe un enorme piacere, se no andrò avanti lo stesso».
Da quel momento dopo un vano tentativo di dialogo col partito si è arrivati alla rottura plateale, alla divisione del Pd viareggino tra Del Ghingaro e Poletti, allo scontro finale.
Nel frattempo Rossella Martina ha continuato a cucire la tela delle alleanze per sostenere il candidato finito al centro dell'agone elettorale grazie a lei, ha accettato l'idea che Viareggio tornerà bellissima venisse indebolita dalle altre liste che si andavano formando attorno al candidato sindaco, ha sopportato scelte tattiche che forse non condivideva appieno. Alla fine, anche se la sua lista ha conquistato meno seggi di altre due (Lista Del Ghingaro e Viareggio Democratica), ha incassato una valanga di voti personali (204, più di tutti i candidati delle liste collegate) e un riconoscimento: la firma più importante sotto il racconto di questa impresa elettorale è la sua.
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