Il dolore
Mr Mallegni is back «Riparto dal 2006»
Al terzo mandato ringrazia la famiglia: «Senza loro non ce l’avrei mai fatta» Il primo messaggio è per spronare il centrodestra: «Solo uniti si vince»
PIETRASANTA. È tornato Mister Wolf, quello che risolve i problemi. Pulp Fiction di Tarantino è stato «richiamato» dal presidente Mattarella, quindi possiamo lasciarci andare anche noi alla citazione cinefila. Mister Wolf nella fattispecie è Massimo Mallegni che torna per la terza volta in Municipio.
«Riparto dal 31 gennaio 2006» dichiara Mallegni pochi secondi dopo la sicurezza della vittoria al ballottaggio. E’ la data che ha cambiato la sua vita, quando venne arrestato al termine di una retata fra politici e imprenditori ordinata dal pm Domenico Manzione, convinto che Pietrasanta fosse governata da un’associazione a delinquere.
In realtà Mallegni, dopo 31 giorni a San Giorgio, tornò in Comune e portò a termine il mandato nel 2010, ma visse con un retropensiero, ovvero il processo.
Riparte dal 31 gennaio 2006 9 anni fa, ma non è tutto è ancora finito. Nella festa della vittoria, fra comitato elettorale e Municipio, resta in sospeso la possibile sospensione dalla carica secondo la legge Severino. La fedina penale segnala ancora un abuso d’ufficio e una corruzione impropria. Se ne saprà di più nei prossimi giorni, anche perchè il processo appello è fissato a breve, il 30 giugno prossimo nel nuovo palazzone di giustizia di Firenze.
Ora è il momento della festa e di qualche riflessione. Il successo di Mallegni è la vittoria di chi chiede un’amministrazione che risolva i problemi. La Piccola Atene è lustra ed illustrabile, ma ha comunque problemi di sicurezza, in centro come a Marina, di tasse troppo alte, di far ripartire turismo e commercio. Senza parlare del tallio.
L’elettore vuole che qualcuno risolva i suoi problemi. Mentre ha meno interesse ai bilanci partecipati, ai progetti condivisi, ai protocolli d’intesa che sono le parole d’ordine di una certa sinistra forassiepiana. Che le ha tentate tutte in questi 15 giorni post ballottaggio ma ha solo limitato le perdite.
«Ringrazio la mia famiglia, soprattutto la mia famiglia – esordisce Mallegni alle tv schierate in Municipio –perchè al di là della politica sono quelli i valori che contano. Riparto dal 31 gennaio 2006, credo che ci sia molto da fare per Pietrasanta».
Ha tempo per ricevere i complimenti da Rossano Forassiepi e da Domenico Lombardi. «Nei prossimi giorni – annuncia conciliante – vorrò incontrarmi con il mio sfidante e con il sindaco uscente per definire il passaggio delle consegne».
È stranamente misurato Malegni, mentre al comitato elettorale, la folla è scatenata. All’ex Pellegrini c’è il mondo in attesa dei risultati. La prima sezione lascia perplessi. È Capriglia. Vince Mallegni ma solo 84 a 80, quando 15 giorni era stato travolgente. Poi arriva Marina è tutto cambia.
Al comitato elettorale ci sono tanti giovani, tante donne, tanto entusiasmo. A fianco di Mallegni c’è la moglie Paola Marucci, una sedia dopo Deborah Bergamini, deputata viareggina, nuova plenipotenziaria in Toscana per Forza Italia.
Alla fine dichiarerà: «Quando il centrodestra è unito, vince. E’ successo qui a Pietrasanta, ma è accaduto, con un ribaltone clamoroso, anche a Venezia».
In sala troviamo esponenti del centrodestra come Fabrizio Larini, ex sindaco di Massarosa, Alessandro Santini, candidato di Forza Italia a Viareggio. Ma anche imprenditore importanti come Paolo Carli, alla guida del colosso del marmo Henraux. E poi commercianti, ristoratori, importanti galleriste del centro storico.
Il voto a Mister Wolf nasce da un rovello e da una necessità. Che il miracolo di Pietrasanta possa finire da un momento all’altro. Con un degrado – fisico ed umano – che sta crescendo a vista d’occhio. Con un impoverimento dell’offerta culturale e spettacolare.
Votare Mallegni è anche il sogno. Di tornare agli anni d’oro che vanno dal 2000, quando un giovanissimo albergatore sconfisse la sinistra più forte della Versilia, fino a quel 31 gennaio 2006.
In campagna elettorale Mallegni ha già dimostrato una cosa: che sarà più che un sindaco, nel senso che cercherà di interloquire con i potere forti con cui è alleato, a partire da Mediaset fino alla Mondadori (non a caso Marina Berlusconi ha già promesso il ritorno di Anteprime, manifestazione che Pietrasanta ama più che la Versiliana).
Massimo Mallegni ha davanti 5 anni importanti, fondamentali per la sua carriera politica e la sua vita di uomo pubblico. Oggi è talmente vicino a Silvio Berlusconi che a breve il Cavaliere tornerà a Pietrasanta e stavolta sarà in giro per il centro storico. Forse anche a fare shopping in qualche importante galleria d’arte. L’annuncio ufficiale è roba di ore.
Le prospettive per Mallegni ,con il sigillo di Pietrasanta, cambiano notevolmente. Oggi è il leader del centrodestra in tutta la provincia di Lucca. Ed è il politico più forte in una Versilia dove il Pd è passato da una debacle all’altra. Certo Firenze resta rossa e Roma è governata da Renzi, suo nemico da quando si è portato in casa i fratelli Manzione, ma il centrodestra è in sicura rimonta.
Tornando a Pietrasanta, resta comunque sorprendente la vittoria di questo eterno Guascone (ma ieri stranamente moderato). Nel senso che era scontatissima, nel senso che non sembrava potesse esserci un altro esito per il voto comunale.
Cinque anni di centrosinistra, problematici quando si vuole, non hanno portato alla sinistra – non solo al Pd – un consenso in più rispetto a 5 anni fa. Per questo Pietrasanta ha votato un Mister Wolf. Per questo Mallegni sembra tutto fuorchè una minestra riscaldata. La sua forza è essere sempre nuovo, sorprendente, anche ammaliante.
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