Il Tirreno

Versilia

Il trionfo di Giorgio «Voltiamo pagina»

di Donatella Francesconi
Il trionfo di Giorgio «Voltiamo pagina»

Del Ghingaro entusiasta: «Non ho vinto io ma Viareggio Il nostro progetto di governo è stato ritenuto credibile»

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VIAREGGIO. Una chiacchierata con gli ex sindaci della città tra i primi impegni del nuovo primo cittadino, Giorgio Del Ghingaro. Dichiarazioni a caldo, tra abbracci e brindisi, quando a mezzanotte e un quarto l’esponente del Pd lucchese arriva in via Garibaldi, di qua il Municipio e di là la sede del comitato elettorale. Ad incoronare l’«imperatore» (è il soprannome che Del Ghingaro si porta dietro dai dieci anni trascorsi a governare Capannori) è stato tre quarti d’ora prima l’avversario, Luca Poletti, candidato ufficiale del Partito democratico viareggio, o meglio del suo milione di pezzi. Sono le 23, 28 quando Poletti si presenta davanti alle telecamere e a testa alta dichiara: «Del Ghingaro ha vinto. Gli faccio i miei complimenti».

Dall’altro lato della strada si levano i primi applausi. La vetrina del comitato è occupata dal grosso cartellone con i numeri delle sezioni. Vengono via via riportati i voti, letti ad alta voce come nella tombola delle piazze d’estate: «La 23, che è la mia sezione, è uscita?», chiede uno dei candidati di “Viareggio democratica”, quella che vede più esponenti del Pd viareggino.

Sono le 23, 41 quando Valter Alberici, ex capo di gabinetto di Del Ghingaro a Capannori e uomo-macchina della campagna elettorale, annuncia a gran voce alla strada: «Viareggio ha un nuovo sindaco!». Nelle mani di Riccardo Pieraccini, uno dei neo consiglieri della lista “Viareggio tornerà bellissima” - la cui leader Rossella Martina ha lanciato la candidatura di Del Ghingaro - compare la prima bottiglia di spumante. Tra i primi abbracci quello della senatrice del Pd Manuela Granaiola, tra i primissimi sostenitori della corsa al Municipio, e Alberto Veronesi, ex direttore artistico del Festival Pucciniano. Festival che ha visto la presidente Adalgisa Mazza schierata con Luca Poletti ed il suo direttore generale, Franco Moretti, sostenere Del Ghingaro. In una delle tante divisioni della politica cittadina che hanno pesato non poco sui grandi numeri dell’astensionismo che ieri notte si toccavano con mano. Tra vittoria e sconfitta una città semi deserta, nessun cittadino sotto il Municipio, nessuno in strada davanti al comitato elettorale del neo sindaco se non i sostenitori organizzati in ben cinque liste civiche.

Quando mancano pochi minuti alla mezzanotte sul ring improvvisato di via Garibaldi viene alzato il cartello che decreta il risultato: “Giorgio Del Ghingaro sindaco” e a seguire lo slogan che ha caratterizzato tutta la galoppata: “Sicuri si cambia”.

Al quale fa eco il primissimo commento del primo cittadino che andrà ad insediarsi nei prossimi giorni: «Vince Viareggio». Alla città la vittoria è dedicata e la notte «andrà in festeggiamenti . Ora non pensiamo alle priorità...». Eppure c’è quel dato, quel tarlo del non voto, il primo partito di Viareggio con il quale fare i conti...O no? «Mi sembra che le persone al voto ci siano andate», risponde Del Ghingaro ai cronisti che lo prendono d’assalto: «Il distacco con Poletti è stato davvero incredibile. È una vittoria straordinaria e voglio ringraziare davvero tutta la mia squadra che ci ha messo l’anima». Si levano i bicchieri, volano i tappi, si tendono le braccia: «Fatemi abbracciare le donne», scherza il neo sidnaco: «Da domani penseremo al futuro...».

Futuro che sarà anche gli esponenti del partito in cui milita Del Ghingaro tutti in fila sui banchi dell’opposizione: «Con gli avversari ho sempre avuto buoni rapporti. Non vedo perché dovrebbe essere diverso a Viareggio». Futuro che è anche un calendario da togliere il fiato: il 22 il deposito in Tribunale del concordato per la Viareggio porto ad un passo dal fallimento; il 25 l’udienza al Tar per il ricorso presentato da Massimiliano Baldini, candidato per la Lega, che ha sfiorato il ballottaggio con soli 27 voti di distanza da Poletti, tra numerose contestazioni ai seggi; il 29 giugno saranno sei anni dal disastro ferroviario ed il nuovo sindaco terrà il suo primo discorso di piazza, di quelli che non si vorrebbero mai pronunciare, indossando la fascia tricolore. Poi si chiuderà nella gabbia del dissesto, «guardato a vista da tutto il mondo...», come ricordava ieri sera un esponente delle forze dell’ordine pensando le numerose inchieste aperte sul passato delle amministrazioni viareggine.

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