Il Tirreno

Versilia

Più bevi e più vinci: è la formula della due giorni a tutto spritz

di Donatella Francesconi

Da venerdì pomeriggio fino a ieri a mezzanotte l’evento ha attraversato tutto il centro città Giampaoli (Confesercenti): in questi anni abbiamo lavorato esattamente in senso contrario

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VIAREGGIO. Il centro città si colora d’arancione per due giorni e via a tutto spritz, con tanto di tessera-punti per cui gruppi di amici, bar dopo bar, si conquistano un premio finale. La manifestazione - promossa dall’associazione culturale “Viva”, in collaborazione con i bar e le attività commerciali di Viareggio - ha portato palloncini colorati e simboli della bevuta più di moda in tutti i negozi del centro, compresi quelli per bambini. Con un’unica “avvertenza”: ogni bar, oltre a garantire l’alcol in arancione, doveva avere anche una esclusiva ricetta analcolica. Il tutto condito con postazioni musicali e dj.

La festa spritz è solo uno degli eventi alcolici in programma nell’estate che si affaccia. Darsena e Marina di Levante propongono l’aperitivo-party per gli studenti con lo shottino rigorosamente gratis. E non si contano più bar e locali in tutta la Versilia dove la mini bevuta tra alcol e zuccheri di liquori zuccherati (un mix micidiale per i più giovani) viene proposta ad un euro.

Venerdì sera in tre sono finiti in Pronto soccorso per intossicazione da alcol: due sono ragazze molto giovani che l’ambulanza inviata dalla Centrale del 118 ha recuperato in viale Europa in Darsena intorno alle quattro del mattino. Quell’orario limite per l’apertura dei locali, come da regolamento comunale che la Prefettura da un anno chiede di modificare in senso più restrittivo.

Il tutto in una città che nel 2008 si è data una regola ferrea, con tanto di delibera approvata in consiglio comunale: vietati gli eventi con nomi che fanno riferimento ad alcolici. A cominciare, tanto per dirne una, da quella Festa della birra che invece approda alla Cittadella con tanto di patrocinio della Fondazione Carnevale che sarebbe vietato dalla stessa delibera che nessuno tiene in considerazione.

Un testo che è però il frutto di un lungo lavoro che la città ha fatto, in passato, anche grazie all’impegno del Comitato “Non la bevo”. Come ricorda Esmeralda Giampaoli, presidente di Confesercenti Versilia, nel commentare l’iniziativa a tutto spritz organizzata in centro: «Mi auguro che abbiano preso tutte le preoccupazioni sul non dare da bere ai minorenni e mi suona un po’ strano il meccanismo “premiale” che è stato scelto. Il mio non è un giudizio su quanto è stato organizzato: ma dal punto di vista dei percorsi che abbiamo sostenuto negli anni mi pare che l’evento vada un po’ nella direzione inversa ai protocolli d’intesa siglati, l’ultimo per esempio per la Marina della Darsena. Voglio augurarmi che abbiano programmato la due giorni immaginando un’utenza di pubblico adulto».

Giampaoli ricorda come a Viareggio «tutti i soggetti che fanno intrattenimento abbiano cercato di creare percorsi virtuosi. In base proprio al lavoro fatto negli ultimi anni , leggo la scelta degli organizzatori dello Spritz tour come un po’ un’inversione di tendenza. Quando si mettono in piedi queste cose non sarebbe male fare tesoro di quello che gli altri hanno già messo in campo».

Chi sta tutti i giorni (e le notti) sul campo del commercio segnala il fenomeno: «In un momento di crisi fa comodo a tutti vendere anche l’alcol - è l’opinione di Mauro Ciampa, re delle crepes in Passeggiata, aperto fino a tardi -. Ma io proprio non ci sto. E a quelle due ragazzine di sedici anni che si sono sedute al mio tavolo già con una birra in mano e ne hanno chiesta un’altra a testa, ho servito una bibita analcolica...».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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