Attenzione
La strada killer come un colabrodo
Buche e asfalto sconnesso mettono in pericolo chi la transita sulle due ruote
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MASSAROSA. Via di Montramito, strada killer. Colpa anche dell'asfalto che sembra una scacchiera: il reticolato che si è formato sul manto si stacca a pezzi e in alcune parti ci sono buche anche molto profonde. Ci sono zone dove si è provato a rattopparlo, ma anche lì la strada non ha il colore nero brillante dell'asfalto, è grigio.
Sono pochi chilometri di tappeti di usura consumati, la strada è liscia e non appena piove un po' diventa subito pericolosa. Una strada, mille buche: è un percorso minato. La strada è l'arteria di collegamento tra Massarosa e Viareggio e proprio lì, due giorni fa, un uomo, Giuseppe Capolongo, per tutti Marco, molto conosciuto anche in Darsena, è morto dopo lo scontro tra la sua moto 125 e un'auto. Una tragedia in cui, forse, la pericolosità della strada c’entra qualcosa. Con l’asfalto liscio bastano poche goccie di pioggia e diventa subito sdrucciolevole.
Abbiamo fatto la prova: siamo saliti su una moto e l’abbiamo percorsa da Viareggio a Massarosa, e ritorno. Pochi chilometri, un grande disastro. Per semplicità, prendiamo in considerazione solo il tratto che, da Viareggio, parte dalla rotonda di via dei Pioppi - viale della resistenza e si inserice, appunto, in via di Montramito.
Imbocchiamo la strada verso Massarosa che costeggia il Burlamacca; l'asfalto lungo l'argine del fiume è in parte sprofondato e, per mantenere l'equilibrio sulle due ruote bisogna rimanere vicino alla striscia bianca che divide la carreggiata. Sulla sinistra, troviamo il ristorante Luccio; proprio qui Marco Capolongo ha perso la vita: l'auto che lo ha colpito è uscita all'improvviso imboccando la via Montramito in direzione Massarosa, Capolongo veniva dalla direzione opposta.
Quando il fiume si allontana dalla strada troviamo, sulla destra, delle piccole aree di sosta sterrate; le buche al confine con l'asfalto sono alte.
Solo in alcuni punti ci sono dei tappeti nuovi d’asfalto che hanno coperto i tratti dove sono stati fatti dei lavori sugli impianti sotterranei.
L’unico tratto che si salva è quello intorno alla rotonda sulla via Settima Consorziale, inaugurata a inizio anno.
In generale però la strada è un colabrodo fino alla rotonda che congiunge Montramito, che intanto ha preso il nome di strada provinciale (Sp5), con la Sarzanese Nord.
Le toppe nella carreggiata non reggono, le buche sono un canone. Ripercorrendo la strada al contrario la situazione non cambia. un tratto inadeguato alla portata del traffico che accoglie tutti i giorni.
La strada è già stata il triste teatro di altre morti. Una delle più tragiche fu quella del 2011 in cui perse la vita Lorenzo Martinelli.
Il ragazzo aveva solo 19 anni e, un pomeriggio, mentre viaggiava, proprio su via di Montramito, aveva perso il controllo del suo motorino ed era stato schiacciato da un camion. Un’altra morte che ha bagnato di sangue l’asfalto.
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