Sicurezza
Scuole materne comunali: la statalizzazione sfuma
Il Centro risorse educative della Versilia porterà in Regione le richieste di tutti i Comuni della zona. E Viareggio è l’ultimo nell’elenco
VIAREGGIO. Scuole dell'infanzia (3-6 anni) aperte a settembre solo se le 13 sezioni ancora comunali passeranno allo Stato. Con il serio pericolo, oggi, che ciò non accade e che i più piccoli tra i viareggini non ritrovino più la propria scuola a settembre. Perché in una burrascosa riunione del Cred Versilia, l’Ente che per le politiche scolastiche fa da tramite con la Regione, è stato deciso che Viareggio si deve mettere in coda, poiché ci sono Comuni della Versilia che attendono la statalizzazione richiesta da molti più anni.
Doccia gelata sulle esigenze di una città che- come si legge nella delibera numero 3 del commissario prefettizio Valerio Massimo Romeo - ha un «Comune di Viareggio in stato di dissesto dichiarato che, pertanto, non può assicurare il proseguo della gestione comunale delle scuole dell'infanzia ad oggi in funzione nel territorio comunale».
Ecco perché il Comune si è fatto avanti con tutti gli atti necessari alla richiesta di passaggio allo Stato di 32 insegnanti comunali «di ruolo a tempo indeterminato ed in possesso dei requisiti richiesti dalla normativa nazionale», oltre che del dimensionamento scolastico che ha portato a chiudere una sezione al melograno”, in attesa della statalizzazione di Del Chiaro (3 sezioni), Melograno (4), Basilari (3), Marginanti (3), Terminato (1).
Dalla decisione del Crea riparte il nuovo sindaco, chiunque sarà. Faccia a faccia, in un brusco risveglio, con la realtà di una Versilia che non ne può proprio più di ascoltare gli alti lai di Viareggio su Carnevale e Pucciniano, come la mamma della famosa canzone d’epoca che acquistava solo profumi per sé. Viareggio faccia i conti - così è stato detto nella riunione del Crea - con la necessaria razionalizzazione della spesa. E se a chi amministra stanno davvero a cuore le scuole dell’infanzia, allora che si tagli là dove si deve e si mettano i fondi sull’istruzione. Senza che la Versilia tutta debba finire trascinata in basso da una ex bella, abituati a ben altri fasti, che pretende ancora di tirereste” da reginetta del ballo.
L’ha detto chiaro e tondo, in questi giorni, il presidente dell’Unione dei Comuni (e sindaco di Camorre) Alessandro Del Dotto: «È miope pensare che la Versilia non ricoprirà alcun ruolo nella ripartendo della futura amministrazione di Viareggio: con l'Unione dei Comuni abbiamo avviato un percorso di integrazione che lascia e lascerà fuori dalla porta chi pensa che la Versilia sia solo un modo per spalmare problemi e scaricare addosso agli altri le difficoltà e le incapacità di un sistema che, al collasso, va riformato. Siamo per la solidarietà istituzionale, non per l'assistenzialismo pubblico in favore di amministrazioni che pensano alle festicciole invece di occuparsi di servizi pubblici e diritti essenziali delle persone, specie quelle più deboli (scaricando sugli altri Comuni i pesi finanziari)».
Il primo esempio è sul tavolo del prossimo sindaco: la decisione della riunione del Crea Versilia che alla regione Toscana porterà non la statalizzazione delle quattordici sezioni delle scuole viareggine, ma un programma complessivo che vede in testa tra i richiedenti coloro che attendono da molto prima. E, nel frattempo, senza aver fatto colassero i conti pubblici...
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