La manifestazione
Alghe, il Consorzio di bonifica cerca un confronto
La questione delle alghe dei fossi che sono riversate in mare con le piogge dei giorni scorsi è ancora aperta. Il Consorzio di Bonifica che era stato interpellato dai balneari e dai cittadini per...
La questione delle alghe dei fossi che sono riversate in mare con le piogge dei giorni scorsi è ancora aperta.
Il Consorzio di Bonifica che era stato interpellato dai balneari e dai cittadini per risolvere il problema, ha deciso di convocare i soggetti interessati in una riunione, che si terrà nei prossimi giorni a cui sono stati invitati i Comuni di Viareggio e Camaiore, la Provincia, la capitaneria di porto, l'Arpat e le associazioni dei balneari.
Proprio i balneari avevano accusato il Consorzio di non essere intervenuti nella pulizia. La Fossa dell’Abate si era riempita di alghe che poi, con il temporale di qualche giorno fa, si sono riversate in mare e, quindi, sulle spiagge.
Il Consorzio, fino a oggi, non aveva dato risposta alle accuse ma ier, tramite una nota, ha fatto sapere che vuole affrontare l'emergenza e individuare le azioni necessarie per arrivare a una soluzione strutturale del problema.
«Il fiume ha caratteristiche peculiari - ricorda il presidente del Consorzio Ismaele Ridolfi - nel periodo estivo ha una portata particolarmente limitata. D’estate è alimentato dal solo scarico del vicino depuratore e acquista, a tutti gli effetti, le caratteristiche di uno stagno».
«Di solito il deflusso in mare è ostacolato dalla barriera sabbiosa che si viene a creare in prossimità della foce e resta assicurato solo dai tubi spandenti istallati negli anni '60. Complessivamente, quindi, l'habitat del fiume diventa l'humus ideale in cui nasce e prolifica questa specie di alga».
L’azienda, però, declina la responsabilità e afferma che la rimozione non spetterebbe a loro ma, trattandosi di decoro urbano. Si parla di cattivi odori, prodotti dal processo di decomposizione delle alghe: «La competenza è di altri enti».
«Siamo consci dell'importanza dell'attività turistica nel nostro territorio e non ci tiriamo indietro, vogliamo confrontarci».
È plausibile che durante l’incontro si arrivi a un protocollo d'intesa. Nelle intenzioni del Consorzio, il gruppo di lavoro serve ad «avviare una riflessione per capire quali possano essere i mezzi giusti per arrivare a una soluzione strutturale e definitiva del problema, anche attivando le linee di finanziamento a cui è possibile attingere in casi come questo».
(cbm)
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