Accoltellato al cuore: terrore in Darsena
Giovane salvato dai carabinieri. L’appello: chiunque abbia elementi per ricostruire l’accaduto chiami il 112
VIAREGGIO. La lama è di quelle al limite della legalità, una misura che evita la coltellata fatale a cuore. Ma la ferita inferta ad un ventunenne di nazionalità marocchina, trovato in stato di semi incoscienza lungo viale Europa in Darsena, è stata data con violenza tale da arrivare a lesionare il miocardio. Il giovare - salvato dai carabinieri impegnati nel normale pattugliamento della movida in Darsena - è stato portato all'ospedale Versilia e poi trasferito all'Opa a Massa dove i medici l’hanno sottoposto ad un intervento chirurgico per evitare le complicazione della leggera lesione al miocardio. Solo nel tardo pomeriggio di ieri i carabinieri di Viareggio sono arrivati all’identificazione della vittima, rimasta sedata a lungo dopo l’operazione.
Ora si tratta di ricostruire quando e a da chi il ventunenne si è preso la coltellata. Le indagini dell’Arma proseguono e Il motivo che ha portato all'aggressione sarebbe un regolamento di conti. Sono comunque ancora in corso indagini dei militari del Nucleo operativo e radiomobile: il comandante della Compagnia di Viareggio, Massimo Amato, invita chiunque sia in possesso di informazioni utili alle indagini a contattare il 112.
È da primavera che il clima nella Darsena del divertimento notturno più gettonato da giovani e giovanissimi si è fatto bollente. D’altra parte - e non è possibile “fotografia” migliore - «proprio in quella zona ci sono le migliori condizioni per lo spaccio: grande presenza di giovani, confusione che favorisce l’anonimato, la pineta e la spiaggia dove nascondere e nascondersi». Insomma, per dirla con le parole del colonnello Stefano Fedele, alla guida della Compagnia provinciale del carabinieri, la Darsena offre una condizione di «miglior mercato a ridosso del miglior luogo» per vendere ed acquistare.
La stessa Darsena che ha visto l’omicidio di Manuele Iacconi la notte di halloween dell’anno scorso, il pestaggio di una giovane universitaria viareggina in un locale di viale Europa che la Questura ha già chiuso per due volte nel giro di poche settimane, un tentativo di violenza sessuale e un paio di ferite in risse e zuffe.
«Gli spacciatori sono ormai i padroni della Darsena», raccontano i commercianti che hanno paura ad aprire all’alba, stretti tra dover pulire i resti delle notte all’insegna di alcol e droga e dover affrontare chi è ancora in giro a quell’ora. Qualcuno va oltre le lamentele e e si rimbocca le maniche. Così sono arrivati i vigilanti privati pagati da locali e stabilimenti balneari di viale Europa, ma c’è anche chi ha installato la fotocellula dietro il locale, così che se qualcuno si nasconde sul retro deve fare i conti con l’illuminazione che si accende.
Nel Comitato per l’ordine e la sicurezza che è tornato a riunirsi in Prefettura giovedì si è tornati ad affrontare l’argomento del progetto-telecamere in Versilia. Certo è che è necessario - a nuovo sindaco eletto - che il Comune di Viareggio si metta subito al lavoro per fare la propria parte sul fronte sicurezza, a partire proprio dalla Darsena, dove è più che mai necessario un giro di vite che veda impegnata anche la polizia municipale. Basterebbe infatti il solo alternarsi delle pattuglie - in maniera costante e non solo quelle di polizia e carabinieri che devono vigilare anche altro sul territorio della Versilia - lungo viale Europa, la notte, può essere un deterrente efficace.
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