Il Tirreno

Versilia

Primo scoglio: che fare col Mef

di Donatella Francesconi
Primo scoglio: che fare col Mef

Indennità ed incentivi non dovuti nelle paghe dei comunali Il sindaco che si insedierà dovrà decidere come recuperarle

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VIAREGGIO. Mettere o non mettere le mani nelle buste paga dei lavoratori comunali, come richiede l’esito dell’ispezione del ministero dell’economia e relativa relazione di fine luglio 2014, per recuperare le somme indebitamente riscosse da dirigenti e dipendenti a vario titolo: questo è il dilemma per chiunque da lunedì sarà sindaco di Viareggio. A Luca Poletti e Giorgio Del Ghingaro il “Tirreno” ha chiesto cosa faranno sull’argomento se da lunedì saranno in Municipio sulla poltrona del primo cittadino. «La relazione del Mef deve essere prima di tutto controdedotta», ha risposto Luca Poletti: «Avvierò il rapporto con il Mef per chiarire la situazione. Se ci saranno somme da restituire, lo saranno. E chi ha sbagliato dovrà pagare».

«Considerando che la relazione del Mef data ormai più di un anno fa, mi auguro che gli uffici ed i responsabili abbiano provveduto a ristabilire la regolarità»: così Giorgio Del Ghingaro che continua: «Qualora non fosse stato fatto, la nuova amministrazione si attiverà fin da subito per ricostruire i criteri di correttezza, rispetto alle anomalie riscontrate».

Ed ecco il quadro disegnato del Mef in materia di somme da recuperare. L’ispettore Luciano Cimbolini parla di «irregolarità, talune anche di notevole rilievo» per quanto riguarda «la complessiva gestione del personale e, in special modo, del trattamento accessorio». In Municipio Cimbolini ha trovato «un sistema di contrattazione integrativa che si distingue, oltre che per le puntuali anomalie riscontrate, anche per la mancanza sostanziale del finanziamento e dell'erogazione del premio di produttività, come disciplinato dai contratti collettivi nazionali e dalle leggi statali». Se si aggiungono gli incentivi alla progettazione pagati e non dovuti (Mef ed indagine del Nucleo investigativo dei carabinieri di Lucca), ed il fatto che «l'erogazione delle varie tipologie di compensi incentivami, in specie quelli (talora molto ingenti sotto il profilo quantitativo) legati a una forte discrezionalità da parte dell'amministrazione (anche in termini di finanziamento), non sono stati mai preceduti da una seria valutazione della loro compatibilità con la situazione finanziaria dell'Ente», la frittata è fatta. Bruciacchiata ed indigesta, visto che in un anno - con l’istruttoria della Corte dei Conti non ancora chiusa e l’indagine della Procura di Lucca, in corso, affidata alla guardia di finanza - nessuno ha mosso un dito per recuperare le somme illecitamente distribuite. In compenso il dissesto si mangia scuole materne, bus scolastici e risorse dei cittadini.

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