Attenzione
Folla e tante lacrime «Addio piccola Elisa»
Tutta la città si è ritrovata nella chiesa della Migliarina per salutare la giovane ginnasta della Motto scomparsa in un incidente stradale
VIAREGGIO. È impossibile trattenere le lacrime. Le mura alte e lisce della chiesa della Migliarina sono lo scrigno dell'ultimo saluto per la giovane Elisa. La grande navata fa rimbombare nel silenzio i singhiozzi delle amiche, quelle più strette sono sedute in prima fila, vestite di nero. Accanto a loro le compagne di squadra della ginnastica Motto con le quali, nel 2008, erano andate in serie A.
Il papà e la mamma di Elisa, Stefano e Simona, sono stretti in un abbraccio silenzioso che dura tutta la funzione e che si spezza solo alla fine per accogliere quello di centinaia di amici venuti a salutarla. Sembra che siano loro a dare forza a quelli che si stringono in lacrime intorno a loro.
Elisa aveva solo vent'anni, tutti la ricordano per il suo sorriso e i suoi bellissimi capelli biondi. Sabato scorso un incidente stradale l'ha portata via. Era uscita per un normale sabato sera: due ragazze sul motorino. Percorreva la via Italica a Lido di Camaiore quando c’è stato lo schianto contro un'auto. Da lì la corsa in ospedale a Livorno, e subito sotto i ferri. Ma non è servito: quel sorriso si è spento a neurochirurgia.
Tanti ragazzi sono venuti al suo funerale, hanno gli occhi gonfi che cercavano di coprire con i fazzoletti. Ci sono proprio tutti: le amiche della ginnastica, quelle della bicicletta, gli ex compagni di scuola e qualcuno dell'università.
E poi tanta altra gente, da riempire la chiesa di dolore, tanti devono rimanere fuori al caldo.
Sulla bara c'è un bellissimo mazzo di rose bianche e rosse, fresche, legate insieme da un nastro color perla. Sotto, un tappeto di fiori bianchi e rosa.
Dall’altare, le parole di don Dante Martinelli, parroco della chiesa Santa Maria Assunta della Migliarina, risuonano tra la folla: «Non solo il quartiere ma tutta la città è partecipe del dolore della famiglia». Ad accompagnarlo nella celebrazione il vicario di zona, Alberto Pardini; a lui spetta il compito di leggere la lettera dell’arcivescovo: «Mi faccio vicino alla famiglia - scrive - e a tutta la comunità in questo momento difficile e umanamente incomprensibile. Quando ho appreso dell’incidente ho provato profonda tristezza; è normale sentirsi così, anche per un uomo di chiesa. Ma il mio compito è quello di spingervi a non cadere nella disperazione».
Ma è proprio impossibile non piangere vedendo il cartellone con le foto dei momenti felici; un grande manifesto che gli amici hanno composto per dirle ciao. Sul cartellone la scritta: “La mancanza non si misura con il passare del tempo ma con i battiti del cuore che, lontano da te, batte sempre un po’ più lento”.
Tante instantanee di momenti felici: la foto in spiaggia, quella del compleanno, quella della “cena tutte insieme”.
Altre foto di quando era piccola, nel body nero e rosa per la ginnastica, o in quello azzurro della danza. Le compagne sono venute tutte con la divisa, per onorare la passione e lo sport. Per unire il loro dolore.
Poi ci sono i messaggi, quelli raccolti nel libro all'entrata, a disposizione di tutti. Ci sono tanti cuori e tanti baci.
Quelle di Chiara: «Ci sei sempre stata, in ogni tappa importante della mia vita. Ti porterò per sempre nel mio cuore. La mia nanetta sarà sempre con me».
Il saluto di Ester: «Non dimenticherò mai i fine settimana passati sotto casa nostra a commentare né la sicurezza che avevo nel sapere di poter suonare il campanello per trovarti lì, vicino a me, pronta ad aiutarmi e ascoltarmi come solo tu sapevi fare. Nessuno potrà mai dividerci» .
«Ti porterò con me ogni giorno - ha scritto Greta - e, quando avrò bisogno, confiderò nella tua forza e supererò ogni cosa. Grazie di avermi reso la persona che sono adesso».
Parole di amore ma anche di dolore: «Mai avrei pensato - scrive Didi - di doverti aspettare davanti a una chiesa. Non riesco ancora a crederci. Non mi scorderò mai la nostra chiacchierata sul mare e il nostro piccolo segreto».
Come si fa a non commuoversi di fronte alla lettera delle amiche letta dal pulpito con la voce spezzata dal pianto: «Ci avevi promesso che saresti stata sempre con noi. Non ti preoccupare perché non sei venuta meno al tuo intento: porteremo sempre nei nostri il tuo sorriso».
Quello di Elisa, ora servirà a salvare un’altra vita umana. L’ultimo atto di un grande cuore, infatti, è stato quello di donare il suo perché un altro vivesse.
Per ultime le compagne dello sport, la grande passione di Elisa: «Eri la nostra piccola stella speciale. Avevi un’energia speciale. Ti ricorderemo sempre come quel piccolo scricciolo. Saremo sempre un’unica squadra, un unico cuore».
Non si può non piangere a sentire quell'applauso quando la bara lascia la chiesa dopo la benedizione. Ogni battito di mano è un ciao.
Fino a che non ritorna il silenzio e la bara non viene messa dentro al carro. Il corteo parte, silenzioso.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google