Sicurezza
Viareggio, rapinato di notte in barca da due banditi
Uno lo ha immobilizzato sulla cuccetta, il complice gli ha portato via denaro e strumentazione
VIAREGGIO. Stava tranquillamente dormendo nella cuccetta ricavata all'interno del peschereccio dove vive la gran parte del suo tempo. Quando, nel cuore della notte, due uomini sono entrati all'interno della barca per derubarlo. Uno, prendendolo di sorpresa, ha cercato di immobilizzarlo bloccandolo nel letto. Il complice ha invece portato via tutto quello che c'era da rubare a bordo dell'imbarcazione: i pochi soldi che il pescatore aveva con sé, un binocolo nuovo, un telefono cellulare e pochi altri oggetti racimolati in fretta e furia. A quel punto i due banditi sono fuggiti riuscendo a far perdere le proprie tracce.
Protagonista della notte da incubo Claudio Patalani, sessantasette anni, pescatore in pensione, fratello di Roberto, notissimo pasticcere del Mercato. Nella notte fra domenica e lunedì, Patalani era a bordo del Lorè, un motopeschereccio di dieci metri ormeggiato nella zona del porto di fronte al mercato ittico. “Erano quasi le tre di notte – racconta – quando due nordafricani, approfittando del fatto che non avevo chiuso a chiave, sono entrati all'interno della barca. Non so se speravano che non ci fosse nessuno, fatto sta che quando hanno visto che dormivo nel letto, uno di loro mi ha immobilizzato mentre l'altro ha cominciato a rovistare ovunque in cerca di oggetti da portare via”.
Tutto si è svolto in pochi minuti. Ma sono stati momenti terribilmente lunghi. “Non so se quei due banditi fossero armati – prosegue Claudio Patalani – io però non ho visto nessuna arma. Avevano entrambi sui trent'anni. Uno era alto un metro e 70 centimetri, l'altro era qualche centimetro più basso. Mi hanno preso il poco denaro che avevo con me, alcuni strumenti di bordo fra cui un binocolo praticamente nuovo e pochi altri oggetti di modesto valore. Poi, dopo avermi sottratto anche il telefono cellulare, sono scappati via riuscendo a far perdere le proprie tracce”.
Difficile dire quanto il colpo fosse stato in qualche modo studiato a tavolino o se sia opera di due balordi. “Io quei due non li avevo mai visti prima – spiega il pescatore rapinato – però alcune notti prima qualcuno aveva già cercato di entrare a bordo della barca. In quella circostanza non ci era riuscito. Stavolta, complice il gran caldo di domenica notte che mi aveva fatto lasciare aperta la porta, hanno avuto vita facile”.
Patalani ha dato prontamente l'allarme. “Sono uscito dal peschereccio. E siccome ero senza cellulare, sono andato al primo bar aperto in zona e da lì ho dato l'allarme al 113. Però a quel punto i due banditi erano già fuggiti”.
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