Il dolore
L’asilo resta chiuso per colpa dei ritardi del Comune
L’amministrazione non rispetta i tempi medi dei pagamenti perciò non può fare assunzioni per il nido di Piano di Conca
PIANO DI CONCA. A settembre potrebbe non partire il servizio di asilo nido previsto per il polo scolastico di Piano di Conca. Il servizio che è già attivo per 95 bambini del territorio comunale è confermato, ma il nuovo servizio che doveva accoglierne altri venti, potrebbe svanire nel nulla per questioni legate al pagamento di altri servizi del Comune di Massarosa.
La ragione è imputabile, infatti, alle sanzioni previste dalla legge nazionale per alcune pubbliche amministrazioni, “punizioni” riguardanti le assunzioni in tutti i bilanci di spesa: «La norma ci impone di non assumere personale - dice l'assessore alla scuola e al bilancio del comune di Massarosa, Stefano Natali - ogni amministrazione deve rispettare dei tempi medi di pagamento, imposti dalla legge, e, dato che i nostri parametri sono risultati non in linea con la norma, siamo obbligati a bloccare ogni tipo di assunzione a ogni livello, compreso quello scolastico».
L'assessore si riferisce all'articolo 41 del decreto 66 del 2014. Il dettato di legge stabilisce che, nel caso in cui le amministrazioni registrino tempi medi nei pagamenti superiori a 90 giorni nel 2014 e a 60 giorni nel 2015, nell'anno successivo non possono procedere a nuove assunzioni di personale a qualsiasi titolo, con qualsiasi tipologia contrattuale, compresi, quindi, anche i rapporti di collaborazione coordinata e continuativa e di somministrazione.
La legge si riferirebbe anche alla stipula di contratti di servizio con soggetti privati che possano eludere il divieto.
In parole semplici: dato che nel 2014 il Comune di Massarosa ha pagato le sue fatture, di media, dopo i 90 giorni, nel 2015 non può assumere nessuno e in nessun modo.
Non solo, «La norma varrebbe anche - continua l'assessore - per i servizi che vorremmo affidare alle cooperative i quali vengono percepiti dal legislatore come assunzioni indirette».
La questione del pagamento oltre il limite di tempo stabilito non si riferisce, sia chiaro, solo alla questione degli asili nido; la scadenza viene calcolata su tutte le voci di pagamento del Comune: i prestatori di servizio, le opere pubbliche, la manutenzione, le buche delle strade, etc.
A farne le spese, in questo caso, è la scuola che a settembre doveva ospitare venti nuovi bambini. «Stiamo cercando di trovare una soluzione - ha concluso Natali - ma la situazione è complicata e solamente nei prossimi giorni riusciremo a capire se il servizio ci sarà o meno»
Per il momento la legge dice no.
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