Gioco
Pietrasanta conquista Roby Facchinetti
Gran finale per “Due cuori e una chitarra”, il cantante dei Pooh incantato dalla mostra di Mitoraj
PIETRASANTA. La fila davanti al Teatro Comunale di Pietrasanta ha iniziato a formarsi già dalle 19. Qualcuno arrivava dall'Umbria, qualcuno da Catania, qualcuno da Roma, qualcuno anche dalla Svizzera. Per conquistarsi un posto per assistere all'ultima serata di “Due voci e una chitarra” con Roby Facchinetti, il pubblico non si è perso d'animo e già due ore prima dell'inizio dello spettacolo era in fila ad aspettare che le porte si aprissero. Il Teatro si è così riempito alla massima capienza e gli ultimi spettatori che si erano assemblati davanti al portone, sono entrati alla spicciolata, fatti accomodare a due a due, nei posti che le maschere con tanta pazienza avevano individuato qua e là. Ma il bagno di folla per Roby Facchinetti è iniziato ancor prima quando il tastierista e voce storica dei Pooh ha attraversato Piazza Duomo tra le colossali sculture di Igor Mitoraj, si è presentato al Bar Pietrasantese per un aperitivo con ospiti e fans.
La terza edizione di Due voci e una chitarra, la fortunatissima kermesse ideata e magistralmente condotta da Marino Bartoletti, dopo aver ospitato Gaetano Curreri e Ron, è così volta al termine con un altro grande e già annunciato successo. Un successo fatto di emozioni e canzoni, ricordi e storie condivise con il pubblico, orgoglio per Franca Dini infaticabile curatrice della rassegna e per la Fondazione La Versiliana e Comune di Pietrasanta che hanno promosso la manifestazione.
Facchinetti si è raccontato e insieme a Bartoletti, gran cerimoniere della serata, ha condotto il pubblico in un lungo viaggio nella storia della musica e soprattutto nella storia dei Pooh, con le trasformazioni del gruppo, le regole, i momenti di sconforto, successi ed anche gli insuccessi «ma con la musica - ha sottolineato Facchinetti - la nostra musica che è sempre stata il collante del gruppo, così come la condivisione di quello che facevamo e che creava quell'alchimia che ci teneva uniti».
Seduto al pianoforte il "fuoriclasse della musica italiana" come lo ha definito Bartoletti, ha cantato carico di emozione, tantissimi brani a partire da quelli che interpretava agli esordi da musicista: Il cielo in una stanza di Paoli e A chi di Fausto Leali, e si è lasciato andare in un fiume di parole e canzoni - intonate insieme al caloroso pubblico di Pietrasanta: Quel che tu non sai, Vieni fuori, Brennero 66, In silenzio. Facchinetti ha persino ricordato i momenti in cui Patty Pravo fece irruzione nel gruppo portandosi via Riccardo Fogli. «Quando Riccardo mi annunciò che avrebbe lasciato i Pooh, tornando in albergo sentii Pensiero e mi misi a piangere».
Poi ancora la scoperta e l'incontro con Red Canzian, il successo a Sanremo con Uomini Soli, l'incontro con Dee Dee Bridgewater, il sodalizio con Valerio Negrini, fondatore e paroliere dei Pooh, le serate al Piper e la nascita a volte strana dei brani come Piccola Ketty.
Divertentissimo l'aneddoto raccontato per sottolineare il successo di Pensiero: «È un brano che basta accennarlo. Una volta per scommessa - ha raccontato - mi rinchiusi dentro al bagno di un autogrill e mi misi a cantare…"non restare chiuso qui…", passarono solo pochi secondi, quando qualcuno dall'interno di un bagno accanto si agganciò al mio attacco e continuò la strofa».
Ma Facchinetti non si è risparmiato e ha emozionato con Tanta voglia di Lei, Noi due nel mondo e nell'anima, Parsifal, Pierre, Ci penserò domani, Figli e Domani. Una serata speciale, con quasi due ore di bella musica filate via in un baleno, in attesa della prossima edizione.
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