Lutto
Conto alla rovescia con l’incognita Tar
Comincia la volata finale in vista del voto decisivo di domenica prossima Settimana di incontri e comizi in attesa del via libera definitivo del tribunale
VIAREGGIO. Meno sette alla fine dell’era del commissario prefettizio. Domenica sera sapremo chi - tra Giorgio Del Ghingaro e Luca Poletti - governerà a Viareggio, eletto con un voto sul quale pende il ricorso al Tar di Massimiliano Baldini, candidato della Lega al primo turno, arrivato a 31 preferenze da Poletti (Pd) che sono diventate 27 nella verifica dei verbali che la legge impone prima della proclamazione dei ballottanti o degli eletti. Ai giudici del Tribunale amministrativo della Toscana decidere se attenersi alla sentenza della Corte Costituzionale (236/2010) - che in materia di contenziosi elettorali fissa il principio del non danno per il ricorrente - o al solo Codice del processo amministrativo secondo il quale, invece, il ricorso sarebbe ammissibile ma solo a ballottaggio “consumato”.
Del Ghingaro (cinque liste civiche) e Poletti (Pd, Fds e una lista civica) si contendono i favori del centrosinistra (il primo è un esponente del Pd lucchese, il secondo è stato consigliere comunale ed assessore per lo stesso partito) partendo da un dieci per cento di distanza nel risultato del primo turno: 30% l’ex sindaco di Capannori, quasi il 20% l’ex presidente della Cna provinciale.
A votare al primo turno, quando in corsa erano sette candidati è andato meno del 60% degli elettori (55%). C’è un’ampia fetta di città da conquistare, come si farebbe con una donna che non ne vuol proprio sapere. Servirebbero fuochi d’artificio, qualcosa in grado di stupire, di indurre a capitolare ammettendo che sì, quello è proprio l’uomo giusto.
I due sfidanti marciano affiancati, almeno per il momento. Un argomento tocca uno, lo stesso argomento affronta l’altro, in un continuo prendersi le misure. Entrambi hanno puntato su un evento di metà settimana: aperitivo all’insegna di Gaber per Del Ghingaro che piace al mondo culturale viareggino, lirica in piazza Dante, nella zona di quella stazione così derelitta e pericolosa nella percezione quotidiana di chi vive in zona o di chi parte/arriva quando si è fatta sera.
Sicurezza, per strappare il cavallo di battaglia alla Lega di Salvini, lo sport azzoppato dal dissesto, lo sviluppo del porto, il futuro del Centro congressi con i suoi dipendenti sono i temi fin qui toccati dai due candidati. Mercoledì sera alla Croce Verde Del Ghingaro li ripropone in un incontro pubblico. Per Poletti un calendario di iniziative non è ancora arrivato, ma il Partito democratico era al lavoro per portare in città il ministro Maria Elena Boschi a chiudere la lunga marcia elettorale.
Poi, tra una settimana, sarà Municipio, fascia tricolore, insediamento, Giunta da nominare con le foto di rito. Altro giro, altra corsa. La vecchia giostra non c’è più, si monta quella nuova con lo spirito di chi propone cavallini e macchinine nuove fiammanti e si aspetta gli applausi del pubblico incantato. Ma...c’è il dissesto.
Con i suoi no, con i membri dell’Organismo straordinario di liquidazione insediati in Comune, i revisori dei conti di nuovo pronti a fare passi verso Procura ordinaria e Corte dei Conti perché dall’ispezione del ministero dell’economia ad oggi, a dissesto dichiarato, la macchina comunale è cambiata poco o niente. E c’è l’udienza per il fallimento della Viareggio porto, il 22 giugno. E le scuole materne da garantire se lo Stato non se le prende. E tre società da liquidare. E il Pucciniano che non chiude il bilancio...
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