La manifestazione
Apparentamenti un no a sette voci
I due candidati Del Ghingaro e Poletti si presentano al voto del 14 giugno con le stesse squadre del primo turno
VIAREGGIO. Liberi tutti, nella corsa al voto per la scelta del sindaco il 14 giugno. I due contendenti e i cinque che si sono disputati il podio al primo turno dicono no agli apparentamenti. Per cui Giorgio Del Ghingaro e Luca Poletti si presentano agli elettori, ufficialmente, con le stesse squadre messe in campo il 31 maggio.
«Non posso dire ai miei elettori di votare un candidato del Partito democratico», è la riposta di Alessandro Santini, incorsa da sindaco, al primo turno, per Forza Italia e liste civiche (13% dei consensi), alla domanda sulle scelte in materia di apparentamento per il ballottaggio Del Ghingaro-Poletti. «La scelta finale è di competenza del direttivo di Forza Italia. Per quello che mi riguarda, non ci apparentiamo con nessuno in un quadro di lotta fratricida nel Pd che ha governato Viareggio con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti». Luca Poletti è il candidato del Partito democratico, che ha sfiorato il 20% contro il 30% conquistato da Giorgio Del Ghingaro, esponente del Pd lucchese, ma in corsa con cinque liste civiche che in parte vedono, tra i candidati, esponenti del Pd viareggino. «Non ci saranno apparentamenti», dichiara Poletti al “Tirreno”: «In questa competizione elettorale, più che mai la scelta è tra le persone e non tra i partiti. Per questo io mi sento di rivolgermi all’elettorato che non ha votato Del Ghingaro al primo turno, a quella parte di cittadini che non si è recata alle urne, ma anche a chi ha scelto di votare a sinistra, Cinque stelle o una forza dell’area moderata. Nella mia figura ritengo di poter garantire una futura gestione del consiglio comunale che tenga conto di tutte le varie componenti. E guai a chi pensa che è il solito cerchiobottismo politico: la gestione del dissesto del Comune, per i prossimi cinque anni, avrà necessità di ampio consenso per governare la città».
L’apparentamento «non è neppure un tema di cui abbiamo ragionato nella coalizione», è la risposta di Giorgio Del Ghingaro alla domanda del “Tirreno”. Poi lo sguardo del primo tra i sette candidati si sposta sul caos elettorale che ha portato Massimiliano Baldini a presentare ricorso al Tar: «Baldini fa bene, la chiarezza serve a tutti, ma che si risolva presto…».
Massimiliano Baldini, che ier mattina ha depositato il ricorso al Tar, alla domanda su possibili apparentamenti risponde netto: «Assolutamente no. Ora pensiamo al ricorso e a quanto il Tar deciderà. Sul ballottaggio posso solo dire che personalmente mi ritengo in primo luogo un viareggino…». «Apparentamenti non ne facciamo», taglia corto Filippo Antonini, candidato della sinistra viareggina, che si è piazzato al 6%. Ed è inevitabile, visto il commissariamento di Rifondazione comunista che ha visto parte del partito schierato con Poletti e parte con Antonini.
Fin da martedì sera, a risulttato faticosamente acquisito visti i problemi riscontrati ai seggi, anche Giulio Zanni (Movimento Cinque stelle) e Franco Giorgetti (Insieme per la nostra città) hanno escluso la possibilità di apparentarsi con uno dei due in corsa per il ballottaggio.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
