Il Tirreno

Versilia

Senza fischi e uova marce Salvini non fa più notizia

di LUCIANO MENCONI
Matteo Salvini a Viareggio
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Matteo Salvini a Viareggio

Il 16 maggio la contestazione a Massa e a Viareggio finì su tutti i giornali con lui nella parte della vittima, stavolta è stato ignorato

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di LUCIANO MENCONI

Matteo Salvini come un politico qualunque. È venuto a Viareggio nel bel mezzo della competizione elettorale, mentre l’eco delle polemiche che hanno accompagnato il riconteggio delle schede è ancora fortissima, ma non è successo nulla di particolare. Né incidenti, né fumogeni, né feriti. Nulla. L’intervento del leader, di fronte a un centinaio di sostenitori della Lega Nord e ai microfoni dei giornalisti che normalmente seguono i movimenti quotidiani dei leader nazionali, è filato via al centro congressi del Principe di Piemonte senza problemi e soprattutto senza clamore. Qualche dichiarazione registrata e rilanciata dalle agenzia di stampa sui rapporti con Silvio Berlusconi, i centri sociali e gli immancabili rom e poi via, a casa a Milano.

Chissà se a Matteo Salvini gli incontri elettorali piacciono più così o come quello del 16 maggio scorso, quando il suo tour tra Massa e la Versilia fu contrassegnato da scontri, fermi, piazze in stato di assedio, con lui nella parte della vittima a cui viene impedito di parlare, che si allontana preoccupato per l’incolumità dei bambini, che grida indignazione nei confronti di chi vuole proibirgli di manifestare le sue idee magari lanciando uova marce sul palco proprio, peraltro, come faceva lui fino a un po’ di tempo fa (per questo fu condannato a trenta giorni di arresto - oltraggio a pubblico ufficiale - dopo una manifestazione contro l’allora presidente del consiglio Massimo D’Alema).

Funziona meglio così, il Salvini, come un europarlamentare qualunque o come lo spauracchio della democrazia che lui - ma non solo lui - contribuisce ogni giorno ad alimentare con quel campionario del politicamente scorretto che piace tanto al suo elettorato di riferimento?

Di certo se tutti gli appuntamenti politici a cui partecipa si svolgessero come quello di ieri pomeriggio al Principino tg e giornali di spazio non potrebbero dedicargliene più di tanto. E lui farebbe molta più fatica a parlare di ruspe citando Voltaire, a interpretare il ruolo del secessionista che si rivolge a tutta la nazione, a mescolare populismo e modernità con le sue felpe, le battute che fanno figo e l’inseparabile ipad sempre in mano.

È una domanda che forse dovrebbero porsi anche quelli che venti giorni fa lo hanno contestato tra piazza del mercato e la Passeggiata e che per questo sono stati denunciati alla procura del tribunale. Chissà se anche a loro è venuto il dubbio che se quel giorno lo avessero ignorato come hanno fatto ieri forse a Viareggio il leader della Lega Nord non sarebbe neppure tornato.

 

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