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Versilia

La centralina sul fiume Serra si potrà fare

SERAVEZZA. Dietrofront. La centralina idroelettrica sul fiume Serra si potrà costruire. La Provincia ha annullato l’atto con cui stabiliva (il 13 marzo scorso) che la compatibilità ambientale del...

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SERAVEZZA. Dietrofront. La centralina idroelettrica sul fiume Serra si potrà costruire. La Provincia ha annullato l’atto con cui stabiliva (il 13 marzo scorso) che la compatibilità ambientale del progetto non era rilasciabile. Le motivazioni – per chi se lo ricorda – erano che emergevano ancora diversi lati oscuri, nel progetto presentato prima dalla Italbrevetti Srl e poi portato avanti da Enerproject Srl. Società delle quali tirano le fila i soliti imprenditori. Ma oggi, dopo che gli avvocati della società sono intervenuti, tutto ha preso un altro verso. Se del progetto dell’impianto che riguarda il fiume Vezza (quello che scende da Stazzema) non è dato sapere ancora niente, a distanza di circa 6 mesi dalla conclusione dell’inchiesta pubblica che si è svolta a Seravezza, su quello del Serra è già successo di tutto e di più. Nonostante i progetti siano simili e l’attenzione dei cittadini sia alta. Anche dopo la raccolta di centinaia di firme di contrari ai due progetti. Ma veniamo ai fatti. Se fino a ieri la Enerproject per costruire l’impianto idroelettrico del Serra avrebbe dovuto ripresentare un altro progetto, e superare un’altra Valutazione di Impatto Ambientale, oggi basterà che fornisca le integrazioni richieste. La Provincia ha preso questa decisione con la determina del 27 maggio, in considerazione della nota pervenuta dall’avvocato Andrea Porro per conto della ditta Enerproject srl, che “ha richiesto l’annullamento d’ufficio”, si legge. Ma la cosa interessante è che non è la prima volta che viene chiesto alla società di apportare documenti integrativi al progetto. Era infatti successo anche nell’inchiesta pubblica. Dunque: qual è il confine tra un progetto che è da cassare, e uno che è deficitario di elementi essenziali per valutare l'impatto ambientale? A rimanere stupito di questa decisione è anche Gian Piero Lorenzoni, consigliere di minoranza di Stazzema che ha sempre seguito la vicenda. E ha fatto sapere queste novità. «Così si riporta a zero il lavoro fatto nell’inchiesta pubblica – sostiene. E tutto succede nel silenzio nonostante ci sia stato un percorso che ha coinvolto i residenti, c'è stata una raccolta firme e l’attenzione della stampa».

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