Sicurezza
Omicidio Iacconi, processo dopo l’estate
Viareggio: giudizio immediato per il giovane che si è autoaccusato del pestaggio. Test del Dna su caschi e vestiti sequestrati ai ragazzi
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VIAREGGIO. Partirà dopo l’estate il processo per l’omicidio di Manuele Iacconi, ucciso a 34 anni in un pestaggio avvenuto in piena Darsena nella notte di Halloween.
A settembre, infatti, ci sarà la prima udienza in tribunale per il cosiddetto giudizio immediato di Andrea Marras, 18 anni, il ragazzo che si è autoaccusato di aver massacrato a colpi di casco Iacconi. La richiesta di giudizio immediato è stata fatta dal pm Ersilia Spena, che ha sostituito la collega della Procura minorile fiorentina Benedetta Parducci, rimasta coinvolta in un incidente (l’altro magistrato che sta seguendo l’inchiesta è il pm Sara Polino della Procura di Lucca).
Marras è divenuto maggiorenne da pochi giorni, ma è ancora recluso nel carcere minorile di Roma: i suoi avvocati Giacomo Ciardelli e Valentina Tognocchi hanno chiesto che venga inserito in una comunità protetta nelle Marche. Dove non sarebbe comunque libero, visto che potrebbe uscire solo se accompagnato.
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Per quanto riguarda l’altro giovane finito in carcere, che è ancora minorenne (e per questo motivo ne omettiamo nome e cognome) al momento si trova in una comunità in Umbria, dopo aver trascorso alcuni mesi di reclusione a Torino.
È probabile che anche lui finisca nel medesimo procedimento giudiziario di Marras. Ma al momento - fanno sapere i suoi avvocati Giorgio Nicoletti e Paola Memmola - non ci sono richieste di giudizio immediato da parte della Procura dei minori di Firenze. Anche lui, come Marras, Federico Bianchi (20 anni) e Alessio Fialdini (19) è accusato di concorso in omicidio.
Intanto, però, il 12 giugno ci sarà un appuntamento molto importante per le indagini. Che si sono chiuse il 21 maggio, ma in realtà sono state prorogate per alcuni approfondimenti richiesti dagli inquirenti. Approfondimenti che vedranno un esame completo dei caschi e dei vestiti sequestrati ai quattro ragazzi coinvolti in questa storia. Con tanto di analisi delle eventuali tracce di sangue, e successivo test del Dna.
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L’accertamento cosiddetto “irripetibile” verrà svolto appunto il 12 giugno a Roma, nella sede nazionale della polizia scientifica, di fronte agli avvocati degli indagati e ai loro consulenti tecnici. Obiettivo degli inquirenti è chiarire una volta per tutte la dinamica di quanto accaduto la sera del 31 ottobre scorso in via Coppino, ancora coperta da molti dubbi.
La ricostruzione fornita da tutti e quattro i protagonisti, infatti, non convince né la polizia né i magistrati titolari dell’inchiesta. Secondo questa ricostruzione, la lite sarebbe scattata per la richiesta di una sigaretta. Marras avrebbe avuto una colluttazione con Iacconi, che poi avrebbe massacrato a colpi di casco; l’altro minorenne avrebbe colpito l’amico di Manuele, Matteo Lasurdi, mandandolo all’ospedale. Bianchi - assistito dall’avvocato Maria Laura Bitonte - avrebbe partecipato anche lui alla lite, ma in maniera meno “pesante”, così come Fialdini (difeso dall’avvocato Massimo Landi). È questo il motivo per cui il tribunale del Riesame ha respinto la richiesta di custodia cautelare in carcere per questi ultimi due.
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