Lutto
Neri non molla la Regione «Pronto a fare l’assessore»
In dote il sindaco di Seravezza, primo dei non eletti a Firenze, porta 8.000 voti «Non tutti i sindaci versiliesi hanno creduto in me: hanno delle responsabilità»
SERAVEZZA. È il più votato aspirante consigliere regionale in Versilia e forse mai, per questo ruolo, un versiliese aveva preso così tante preferenze. Ma gli oltre 8000 voti ottenuti non gli basteranno a entrare in consiglio. Perché “di là dla monte”, come si dice da queste parti per idnicare Lucca il Pd si è mosso come una macchina da guerra facendo incetta di preferenze per i propri candidati di punta: Stefano Baccelli e la giovane Ialrai Giovannetti. Così al sindaco di Seraveza, Ettore Neri, sceso in campo per andare a rappresentare la Versilia a Firenze, sono rimaste due cose da fare. I complimenti - cosa che ha fatto davvero - al senatore Andrea Marcucci (deus ex machina delle regionali sul versante luccheese). E rimboccarsi di nuovo le macchine per non disperdere il bottino importante di voti conquistato e soprattutto portare avanti il progetto per la Versilia costruito durante la campagna elettorale.
«Ottomila preferenze sono un risultato enorme, una vittoria in una sfida difficilissima. Ne ho fatte tante di campagne elettorali ma questa è stata davvero dura, contro avversari forti: basta vedere il risultato ottenuto da Givannetti anche se poco conosciuta e poco esperta. Von 8.000 voti in quasi tutti gli altri collegi toscani si viene eletti. Resta il miglior risultato in Versilia cosa che mi dà delle responsabilità».
Cosa intende fare con questo “bottino” elettorale?
«Lavorare alla realizzazione del progetto politico proposto in campagna elettorale per restituire alla versilia il ruolo che merita».
Resta però un problema di rappresentanza della Versilia a Firenze.
«In proposito è già stata programmata una direzione territoriale del partito per capire le prospettive che si aprono per assicurare alla Versilia una rappresentanza. È indispensabile che tutti i territori abbiano una soddisfazione anche per non perdere il consenso. Va detto che gran parte del voto che ho ottenuto va oltre le forze reali del partito: c’è una parte di cittadini che in condizioni diverse non avrebbero votato Pd. Sulla rappresentanza del collegio lucchese? Baccelli sarebbe un ottimo assessore. Ma anche io sarei capace di fare l’assessore in alternativa. Le soluzioni ci sono».
Non crede che scelte diverse del suo partito avrebbero favorito una sua vittoria?
«Non ho niente da recriminare rispetto a quello che ha fatto il mio partito. In questa competizione elettorale avevo sette avversari e sapevo che ero più forte di: la mia partita era quella “di là dal monte” e non ho capito perché altri si siano voluti sacrificare in una sfida che non potevano reggere. Se devo ricriminare qualche cosa? Il fatto che i versiliesi si sono purtroppo dimostrati non del tutto consapevoli dell’importanza di un voto come quello regionale. E anche il fatto che non tutti i sindaci della Versilia miei colleghi hanno capito che potevo essere così forte: quelli che si sono arresi non scommettendo su di me hanno una responsabilità».
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