Il Tirreno

Versilia

il commento

Candidabile sì ma qualcosa va chiarito

di LUCIANO MENCONI

2 MINUTI DI LETTURA





di LUCIANO MENCONI

Massimo Mallegni è certamente candidabile. Non essendoci a suo carico nessuna sentenza definitiva per i reati previsti dalla legge Severino, poteva e può proporsi agli elettori per ridiventare sindaco. D’altronde l’ha fatto e nessuno gli ha detto - né poteva dirgli - qualcosa per cercare di fermarlo. Sotto questo aspetto non occorreva scomodare uno studio legale prestigioso come quello Merusi-Toscano per metterlo nero su bianco.

Non altrettanto evidente è il fatto se sia al riparo da un eventuale provvedimento di sospensione dalla carica nel caso in cui venga eletto sindaco. Qui, anche se il parere pro veritate fornitogli il 10 febbraio scorso dai giuristi a cui si era rivolto è per lui molto rassicurante, qualcosa da approfondire forse c’è. Quanto meno per un dato di fatto che è sotto gli occhi di tutti: la posizione di Massimo Mallegni rispetto alla legge Severino si presenta assolutamente identica a quella del governatore della Regione Campania Vincenzo De Luca. Entrambi sono stati condannati in primo grado per abuso d’ufficio, entrambi per un reato che avrebbero commesso quando ricoprivano incarichi amministrativi cessati da tempo, entrambi si sono candidati alle elezioni mentre non ricoprivano cariche di amministratore pubblico.

Quindi: o la magistratura (Cassazione compresa), il governo e tutti i partiti politici nelle ultime settimane in Italia si sono pronunciati su un falso problema, oppure la questione non è così palmare come la liquida Mallegni.

Va sottolineato che la norma Severino è discutibile se non obbrobriosa per molti aspetti (un imputato - lo dice la Costituzione italiana - è innocente fino a quando la sentenza di condanna non è passata in giudicato); va riconosciuto che Massimo Mallegni dalla giustizia ha già subito fin troppe ingiustizie; è facile prevedere che la vicenda De Luca contribuirà certamente ad accelerare una ridefinizione della norma in un senso meno discutibile, andando incontro all’esigenza di rispettare la volontà popolare espressa dalle consultazioni elettorali. Non solo: il processo d’appello che inizia il 30 giugno riguarderà reati già prescritti (anche se Mallegni ha annunciato che alla prescrizione intende rinunciare per vedersi riconosciuto innocente anche da questi capi d’accusa). Ma tant'è: ad oggi o il caso non esiste sia per De Luca sia per Mallegni, oppure esiste per entrambi. Stando così le cose, Mallegni invece di reagire minacciando e diffidando farebbe meglio, nel suo interesse, a rispondere a chi solleva dubbi e domande.

@menconiluciano

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web