Il Tirreno

Versilia

Vince la Lucertola, il resto è polemica

di Gabriele Buffoni

La contrada si aggiudica la staffetta «dei veleni»: il Leon d’Oro arriva terzo ma non si presenta sul podio della premiazione

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QUERCETA. La Lucertola segna la "decima" nell'albo d'oro della Staffetta del Palio: con 31'' di distacco i rossoverdi di Ripa (con un tempo di 31'50'') si sono imposti sui rivali del Leon d'Oro (32'21'') e sugli inseguitori del Ponte (32'35'').

Questo il podio al termine di una giornata che, iniziata sotto i migliori auspici, non ha mancato di evidenziare ancora una volta proteste e divisioni andando a riaprire quelle medesime fratture tra le contrade che lo scorso 12 aprile resero impossibile la corsa podistica.

LA CORSA. In parole povere, una specie di monopolio per gli 11 chilometri che compongono il percorso: fatta eccezione per la Cervia, che al primo cambio risultava al primo posto per poi scendere progressivamente in graduatoria fino al quarto piazzamento con 32'37'' (davanti ai biancorossi del Pozzo, che hanno tagliato il traguardo quinti; a seguire poi Quercia, Ranocchio e Madonnina), la gara si è indirizzata fin da subito sui binari rossoverdi tanto che a metà del percorso tra la Lucertola e gli inseguitori si contavano circa 15 secondi di distacco. Un divario ancor più evidente all'ingresso in campo dei podisti per la volata finale che ha visto trionfare la contrada di Ripa.

IL POST GARA. E a tagliare il traguardo per primo è stato proprio Giovanni Boccoli, l'atleta che ad aprile alzò la cornetta per contattare Fidal e Fiamme Oro segnalando la presenza di atleti Elite come Yema Crippa (allora nell'organico del Leon d'Oro) e scatenando le accesissime proteste che seguirono. Proteste che hanno lasciato tracce evidenti con il Leon d'Oro che ha abbandonato lo stadio "Buon Riposo" non presentandosi alla premiazione.«Abbiamo tutti gareggiato nelle medesime condizioni - dichiara Boccoli a fine corsa - quindi è la prova che il gruppo di corridori interni della Lucertola è il più forte di tutti, visto che gli esterni del Leon d'Oro hanno fatto tempi migliori dei nostri stranieri. Dopo le tante offese e le minacce subite da me e dal resto della mia famiglia - continua poi - questa è anche una soddisfazione personale su qualche despota locale a cui noi non soccombiamo. Ora spero solo che si torni ad una sportività più sana». Accesi anche i toni alla sede del Leon d'Oro a Marzocchino. «Non ci siamo presentati - dichiara il presidente giallorosso Giuseppe Menchini - perché loro (la Lucerola, ndr) non meritavano di essere visti premiati: hanno fatto rimandare una manifestazione che poteva essere corsa tranquillamente ad aprile semplicemente perché avevano paura di perdere. Ora l'hanno vinta ma solo perché a noi mancavano gli stranieri più forti che ci avrebbero permesso di vincere o di giocarcela fino alla fine. È stata una gara falsata».

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