Il Tirreno

Versilia

Mille schede contese e tutto può cambiare

di Donatella Francesconi
Mille schede contese e tutto può cambiare

Oggi il verdetto dell’Ufficio centrale elettorale. Baldini e Poletti potrebbero ricorrere al Tar e arriverebbe un commissario

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VIAREGGIO. Mille schede contestate, 924 classificate “nulle”, una “caccia” al voto perso nel risultato elettorale che manda al ballottaggio Luca Poletti (Pd) - contro Giorgio Del Ghingaro - con soli 31 voti in più di Massimiliano Baldini (Lega). È il quadro che questa mattina si trovano davanti i componenti dell’Ufficio elettorale centrale composto (articolo 71 del Testo unico 570/1960 e successive modificazioni) da un magistrato del Tribunale di Lucca e dai sei migliori presidenti di seggio. A loro il compito di esaminare i verbali arrivati in Comune dai singoli seggi. E decretare se effettivamente sarà ballottaggio Del Ghingaro-Poletti, oppure se sarà colpo di scena.

In base alla norma e alle specifiche istruzioni del ministero dell’interno, però, i componenti dell’Ufficio elettorale centrale non maneggiano le schede e non è loro attribuito neppure il potere di aprire i plichi che contengono i voti contestati.

Allo svolgimento del lavoro dell’ufficio sono ammessi i delegati di lista: Baldini, Poletti e Santini (Forza Italia) hanno già annunciato che saranno presenti alle operazioni con i loro delegati. In caso di conferma del risultato, l’avvocato Baldini - ben deciso a difendere il proprio elettorato - chiederà «il riconteggio di tutte le schede in tutte le sezioni senza formalità», ovvero senza specificare sezioni e motivazioni. L’ufficio elettorale può accogliere o respingere l’istanza. A quel punto non resta che la strada del ricorso al tribunale amministrativo regionale (Tar). E qui entra in gioco il Codice del processo amministrativo. Il quale distingue tra i provvedimenti «immediatamente lesivi del diritto del ricorrente a partecipare al procedimento elettorale preparatorio per le elezioni» e tutti gli altri atti «impugnati alla conclusione del procedimento unitamente all'atto di proclamazione degli eletti». Ovvero a ballottaggio effettuato.

Gli “atti preparativi” sono: accertamento dell’esistenza e del buono stato di urne, cabine e altro materiale occorrente per l'arredamento dei seggi; adempimenti relativi alla tessera elettorale; orari di apertura degli uffici comunali per il rilascio delle tessere elettorali; nomina degli scrutatori; manifesti recanti le candidature e colore delle schede di votazione; voto domiciliare per elettori affetti da infermità; organizzazione di speciali servizi di trasporto. Passaggi che, per alcune voci, sono ancora validi tra primo e secondo turno. Tanto che Baldini ritiene che ricorra la fattispecie del comma 1 dell’articolo 119 del Codice del processo penale, quello per cui i candidati alle elezioni fanno valere il diritto a partecipare al procedimento elettorale chiedendo la sospensiva al Tar di quanto sia lesivo del loro diritto.

Se il ricorso al Tar dovesse essere accolto, le elezioni sarebbero da rifare e - nell’attesa - governerebbe Viareggio un commissario prefettizio. Così come in caso di successivo ricorso al Consiglio di Stato.

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