Il Tirreno

Versilia

L’Inps vuole settemila euro Pensionata vince la causa

di Matteo Tuccini
L’Inps vuole settemila euro Pensionata vince la causa

Ex infermiera del Versilia aveva continuato a lavorare come libera professionista L’istituto si rivolge a Equitalia per i contributi non pagati. Ma il giudice gli dà torto

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VIAREGGIO. Lavora per una vita come infermiera in ospedale. Poi, una volta andata in pensione, decide di continuare a esercitare come libera professionista. Ma l’Inps, cinque anni dopo, le chiede quasi settemila euro di contributi arretrati. Incaricando persino Equitalia per il recupero delle somme.

Nasce così un contenzioso che si chiude con la vittoria della pensionata. Che non solo non dovrà versare nulla, ma si vedrà anche pagare dall’Istituto di previdenza le cosiddette spese di lite.

Il contenzioso scatta nel 2012. Franca Nocetti, torrelaghese, ha lavorato come infermiera al “Versilia” fino al gennaio del 2005, quando è andata in pensione. Dopo due anni decide di riprendere a esercitare come libera professionista. Attività che viene svolta dal 2007 al 2011. Non si iscrive, però, alla Cassa di previdenza Enpapi, a cui versano i contributi ostetriche ed infermieri. Un errore figlio, probabilmente, di un consiglio sbagliato da parte di qualcuno.

Fatto sta che nel 2012, evidentemente dopo alcuni accertamenti, l’Inps la iscrive d’ufficio alla cosiddetta “gestione separata”, che è la sezione riservata ai lavoratori autonomi. Allo stesso tempo, l’Inps pretende il pagamento di 6.980,91 euro, e cioè i contributi (con sanzioni) non versati per l’anno fiscale 2008. «Con tale avviso - afferma l’avvocato Fernando Pierantoni, che ha assistito la pensionata nella vicenda legale - l’Inps dichiarava di aver verificato che il reddito della donna relativo al 2008 non era stato assoggettato a contribuzione obbligatoria in favore di altri enti o casse professionali. E di aver conseguentemente proceduto all’iscrizione di ufficio».

La donna, perciò, fa ricorso sul sito di Inps e allo stesso tempo si iscrive all’Enpapi. Versando alla Cassa degli infermieri tutte le somme arretrate, e dando notizia dell’operazione all’Inps stesso. Che non si scompone e ribadisce la richiesta di pagamento.

La questione finisce di fronte al giudice del lavoro, con la somma che nel frattempo lievitata fino a 7.600 euro, perché l’istituto di previdenza dà incarico a Equitalia di recuperare le somme. Ma il 28 maggio scorso il tribunale del lavoro di Lucca dà ragione alla pensionata. Il giudice, infatti, ricorda che non sono obbligati a iscriversi alla gestione separata dell’Inps i lavoratori che fanno riferimento ad albi professionali, e che hanno una loro previdenza. Come nel caso, appunto, degli infermieri e dell’Enpapi. Di conseguenza, l’Inps non avrà un soldo e dovrà pagare anche 1.800 euro per le spese della causa.

@matteotuccini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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