Sicurezza
In Forza Italia è tempo di scontro finale
C’è chi si attende le dimissioni del coordinatore Giovanni Santini, lo sconfitto delle regionali
VIAREGGIO. I segnali della crisi profonda c’erano già abbondantemente prima del voto di domenica scorsa. Il candidato ufficializzato all’ultimo minuto, quando ormai gli altro schieramenti erano definiti. Una campagna per le comunali dove praticamente Alessandro Santini si è mosso da solo. Per non parlare dell’altra sfida elettorale, quella per le regionali, per la quale una parte del partito ha sostenuto apertamente Maurizio Marchetti, candidato di Fi di Altopascio, contro il viareggino, capogruppo in consiglio regionale uscente nonchè coordinatore provinciale Giovanni Santini. Che in effetti arriva secondo nella sua lista e non sarà riconfermato in consiglio regionale.
Basterebbe questo a dare l’idea di cosa stia succedendo in Forza Italia a livello locale e non solo: una guerra in piena regola tra chi fino ad ora ha avuto in mano le redini del partito, Giovanni Santini appunto, e un gruppo - sempre più ampio visti i risultati - di tesserati anche autorevoli (ci sono tanti ex sindaci della Versilia) che vorrebbero scrivere la parola fine sul lungo periodo “santiniano”. E visti i risultati di comunali e regionali ora sono in attesa della resa dei conti. Già cominciata a livello regionale con le dimissioni del segretario Parisi. C’è chi si attende lo stesso da parte di Giovanni Santini.
La necessità di una chiarimento è dettata anzitutto dai numeri. Perchè all’appello, tra le regionali del 2010 (c’era il Pdl e l’affluenza alle urne era assai più alta) e quelle del 2015 a Forza Italia mancano 33.959 voti in provincia di Lucca, 4.879 solo a Viareggio. E il calo c’è stato anche per le comunali: nel 2013 le percentuali del Pdl erano già poco esaltanti (il16,85% per 3.981 voti), e quest’anno sono ulteriormente peggiorate (11,16% per 2.891 preferenze). Che fa 1.090 voti in meno. Più difficile fare un confronto con le comunali del 2008: allora il Pdl era uscito vincitore - 12.105 voti - in una tornata elettorale con una affluenza superiore al 77%: una differenza abissale rispetto ad oggi: Ma forse anche questo deve far riflettere il partito e in particolare i suoi vertici. Il primo a cercare di metabolizzare la sconfitta e giardare oltre è stato proprio Alessandro Santini che ha parlato di «sfacelo» di Forza Italia. E guarda casa la sua lettura di quanto accaduto non è stata gradita.
Immediata è arrivata la presa di posizione di Antonio Cima: «Non condivido le dichiarazioni di Alessandro Santini, che ritengo debbano essere considerate esternazioni a titolo personale senza alcuna rispondenza con la dirigenze del partito che deve ancora riunirsi - ha detto Cima - Dichiarazioni che suonano come dettate da un astio personale controproducente. Si vince e si perde in due, come nel doppio a tennis. Per quello che mi riguarda attendo, dunque, le decisioni dei partito». (v.l.)
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