Sicurezza
Chi ha fatto il doppio gioco non è stato decisivo
Millecinquecentoventisei voti alimentano tormenti e sospetti in casa Pd a Pietrasanta. Ma non sta qui la ragione del risultato elettorale
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Mille cinquecento ventisei voti. È il numero che alimenta tormenti e sospetti in casa Pd a Pietrasanta. È la differenza tra quanti voti il Partito democratico domenica ha ottenuto per il consiglio regionale e quanti invece per il consiglio comunale. Circa quindici punti percentuali. Significa che quasi un terzo degli elettori del Pd ha votato altro. Cosa? Magari - come si insinua in alcuni ambienti del centrosinistra - proprio il nemico Mallegni per far perdere il candidato sostenuto da Lombardi?
Ovviamente una risposta secca non c’è. Le interpretazioni possibili sono tante quanti i veleni che possono accompagnare un’analisi affrettata del voto. Lo studio dei flussi elettorali è scienza tutt’altro che esatta ed è bene affidarla a chi la pratica di mestiere.
Ma qualche cifra e un po' di buon senso possono aiutare anche chi di queste cose non è esperto.
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Partiamo dal dato numerico. Per la Regione il Pd ha conquistato 4.666 voti, per il Comune 3.140. Su quali altri simboli in lizza alle comunali ha puntato chi ha votato Pd sulla scheda per il parlamentino toscano? Rossano Forassiepi ha ricevuto 3.140 voti dagli elettori del Partito democratico, ma anche 111 dai Pensionati democratici-Psi, 670 dai sostenitori della lista di cui faceva parte anche Sel e 880 da quella della Sinistra per Pietrasanta. Queste ultime due, che insieme totalizzano 1.550 preferenze, sono state scelte da elettori di sinistra che alle regionali a occhio e croce avevano due possibilità: o votare la lista Sì Toscana a Sinistra oppure il Pd. Alla prima da Pietrasanta sono arrivati solo 333 voti, la gran parte degli altri 1.200 elettori di sinistra ha quindi - almeno presumibilmente - dirottato la propria preferenza sul Pd, magari per sostenere il candidato versiliese Ettore Neri, il sindaco di Seravezza orgoglioso esponente dell’ala sinistra del Partito democratico.
Se questo ragionamento è corretto, gli elettori del Pd che avrebbero tradito il partito a livello comunale sarebbero davvero pochi, giusto - massimo - trecento: la differenza che c’è tra i 5.140 voti ottenuti a livello regionale da Pd, Riformisti (collegati a Enrico Rossi) e Sinistra e i 4.801 ricevuti dalle liste che al Comune erano collegate al candidato sindaco Forassiepi. Se anche qualcuno avesse voluto fare il doppio gioco, di certo non avrebbe avuto un impatto significativo sul risultato finale.
D’altra parte le liste di centrodestra (Lega Nord, FI, Fratelli d'Italia e Lega Toscana) a livello regionale hanno ottenuto in totale 4.686 voti mentre la lista di Mallegni a livello comunale ne ha raccolti 6.252: 1.666 in più. Evidentemente Mallegni la gran parte dei suoi voti è andato a prenderla altrove.
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