La protesta
Se il futuro a Pietrasanta è più vicino al suo passato
Massimo Mallegni sfiora la vittoria al primo turno. Si andrà al ballottaggio con Rossano Forassiepi ma per il candidato del centrodestra è già una vittoria, doppia.
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PIETRASANTA. Un ballottaggio non è, chiaramente, una vittoria. Formalmente. Ma la sostanza è, qualche volta, un'altra. Come è successo a Pietrasanta dove il centrosinistra si sveglia a un passo dalla vittoria, forte di un ottimo risultato alle regionali, e a metà pomeriggio si ritrova sull’uscio del municipio pronto a fare le valige. E questa, per Massimo Mallegni, è una vittoria. Per la precisione la seconda della sua giornata. La prima, forse inconfessabile, è legata alla sconfitta alle regionali di quella parte del suo partito che dopo l’arresto, il carcere e il processo lo aveva emarginato.
È girato il vento. Mallegni sfiora la vittoria al primo turno pèr poco più di un punto, vince in 19 sezioni su 27, stravince in quelle della Marina, come era facilmente prevedibile, sorpassa l'avversario in centro e a Strettoia, all’Africa e a Valdicastello. Bastano le tasse aumentate, l'emergenza tallio, i divieti di balneazione e appena tre mesi fa i danni del maltempo a spiegare perché Pietrasanta ha messo la ics sul passato per assicurarsi un futuro che, chi ha fatto questa scelta, si immagina migliore? Forse no. Forse c'è dell'altro che l'amministrazione uscente non ha calcolato. E ora Rossano Forassiepi e compagni hanno davvero poco tempo, meno di due settimane, per rimediare.
Perché appunto il ballottaggio non è una vittoria. E a volte il vento fa brutti scherzi. Il partito di Forassiepi ha preso meno voti alle comunali che alle regionali, la coalizione che lo sosteneva supera di poco le preferenze andate alla lista del Partito democratico per il rinnovo del consiglio a Firenze. Ma è a un soffio dal 39 per cento. Non poco per un candidato che ha dovuto in qualche modo inventarsi tale non perché gli mancassero le qualità ma per le divisioni del Pd, le lotte interne che hanno avvelenato anche la coalizione e alla fine portato al prematuro (al secondo mandato in genere non rinuncia nessuno) pensionamento politico di Domenico Lombardi.
In tutto questo c'è un ago della bilancia che si chiama Michele Lari. Il Movimento 5 Stelle non può dirsi contento. Il crollo c'è stato alle regionali e i voti alle comunali sono anche meno di quelli ottenuti per Firenze. Ma è un dieci per cento che vale oro per il centrosinistra. Tanto prezioso quanto difficilmente raggiungibile. Di sconti e di accordi di governo, i grillini non sono abituati a farne. Dove andrà a pescarli, Forassiepi, i voti che gli mancano per provare a recuperare e vincere? Magari provando a convincere chi domenica a votare non c’è andato. Far tornare i pietrasantini alle urne sarà la sfida finale. E in questo Forassiepi e i suoi saranno in buona compagnia. L’impresa non sarà facile neppure per Mallegni.
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