Lutto
Del Ghingaro: ho già pronta la mia squadra
Per il primo dei votati indifferente sfidare al secondo turno Poletti o Baldini «Il risultato è il frutto del nostro grande impegno fra gli elettori»
VIAREGGIO. Giorgio Del Ghingaro non si pronuncia su quale sfidante preferisca al ballottaggio. Sono le 20 e 30 di ieri sera quando lo intervistiamo sul risultato elettorale e la partita fra Poletti e Baldini è ancora aperta e lo sarà fin quasi alle 22 e 30.
«Per me non fa nessuna differenza – spiega fuori dal suo comitato elettorale in via Garibaldi – non ho preferenze su chi debbo sfidare».
Al suo comitato la pensano in maniera ben diversa. O comunque palesano senza problemi come immaginano la sfida di qui al 14 giugno. «Poletti ha espresso il suo massimo in questo turno. Quelli sono i suoi lettori. Massimiliano Baldini ha ancora possibilità di andare avanti. Ci sono i voti del centrodestra di Alessandro Santini, ad esempio, che potrebbero aiutarlo». Insomma sperano, e lo otterranno, in Poletti.
A tarda sera infatti lo spoglio della scheda per scheda da come responso Poletti, ma ancora una volta l’ex sindaco di Capannori non si pronuncia su questo risultato. In via Garibaldi temono soprattutto una cosa: che il terzo arrivato, visti i pochi voti di scarto, scateni una guerra legale e chieda, come minimo il riconteggio delle schede, soprattutto un controllo delle 600 schede annullate.
Insomma che si apra un contenzioso legale lungo anni, visti i tempi della giustizia amministrativa in Italia.
E’ anche la preoccupazione di Giorgio Del Ghingaro. «Le schede annullate sono tante, mi dicono circa seicento. Niente di più facile che il terzo arrivato chieda un controllo».
Ma con Del Ghingaro si parla di futuro. Lui nega ma ora è in pole position per diventare il sindaco di Viareggio. «Sono arrivato primo al primo turno, ma ora si riparte da zero. Se mi aspettavo questo risultato? Non lo so, posso solo aggiungere che mi sono mosso, in tutte le direzioni, per raggiungere questo risultato. Il che vuol dire che il messaggio che abbiamo lanciato di far ripartire la città è stato capito dai viareggini».
Rispetto a Poletti, futuro sfidante al ballottaggio del 14 giugno, è stato più intraprendente, più presente, più attivo. Con più personaggi che si sono avvicinati a lei, da Mimmo D’Alessandro al maestro Alberto Veronesi, da Stefania Sandrelli a Carla Fracci. Fino all’ex questore di Pistoia Maurizio Manzo.
«Credo di essermi mosso cercando di coinvolgere tutte le forze vive e attive della città. Da parte mia, in questi incontri, ho cercato sempre di ricordare che serviva esperienza amministrativa per tirare fuori la città dai problemi in cui è stata infilata. Esperienza amministrativa che credo di possedere dopo 10 anni di sindaco a Capannori».
Il Pd riesce ad arrivare all’ultimo tuffo al ballottaggio, non crede che ha sbagliato soprattutto in una cosa: di non avere capito che l’esperienza Betti era marcata Pd e questo, a suo volta, avrebbe marcato il candidato Poletti? Insomma il partito democratico ha agito come se fosse arrivato a Viareggio il giorno prima. Più di un Del Ghingaro che si diceva avesse scelto la Versilia solo perchè «trombato» dal Pd lucchese ed escluso dalle liste regionali. Insomma il classico «Rieccolo» che voleva pascolare negli spelacchiati pascoli, pardon, giardini di Viareggio.
«Io non so quanto abbia inciso sull’elettore del Pd l’esperienza dell’amministrazione Betti ed il successivo naufragio con proclamazione del dissesto. E’ chiaro che non poteva essere facile ricostruire la fiducia nell’elettore democratico, ed in genere nell’elettore viareggino».
Una domanda è d’obbligo: quando presenterà la giunta? Ha già i nomi in testa degli assessorati? Pensa di renderla pubblica prima del ballottaggio?
«La giunta, l’ho già ribadito, la presenterò – in caso di vittoria –tre giorni dopo il ballottaggio. E’ chiaro che ho la squadra già in testa, ma devo chiarirmi le idee su qualche nome» Alle 21 il comitato elettorale di Del Ghingaro, l’uomo venuto da Capannori, è praticamente svuotato. Mentre siamo ancora in ballo sullo sfidante. Ci sarà tempo e voglia, magari dopo cena, per aprire internet o qualche tv locale per scoprire chi sarà lo sfidante di Del Ghingaro.
Ma il popolo di questo Pd spurio – intorno alle 16 e 30 si è palesata anche la senatrice Manuela Granaiola, unica esponente parlamentare del pd in Versilia e clamorosamente schierata con Del Ghingaro e non con il candidato ufficiale – questo popolo, dicevamo, è andato a casa disinteressandosi al nome dello sfidante di Del Ghingaro.
Che temeva che piazze e teatri pieni potessero portare a urne vuote, come negli anni del Fronte Popolare Nenni-Toigliatti. E invece non è andata così. La sensazione che Del Ghingaro sarebbe stato uno dei protagonisti del voto era palese. Da Firenze un sodaggio di alcuni giorni fa – fonte Pd – avrebbe fotografato la situazione così come si è appalesata ieri dalle urne: Del Ghingaro al 35% (ha preso alla fine un po’ di meno) e Poletti e Baldini testa testa per il ballottaggio al 20%. Un sondaggio-choc, visto che molti pensavano Poletti comunque primo.Che poi abbia vinto Luca Poletti la sfida con Baldini, a Del Ghingaro sembra di scarso conto. Il nuovo Pd, con annessi e connessi, presentabili o meno, sembra essere ormai lui. Con inevitabile codazzo di transfughi e neocatecumeni.
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