Sicurezza
Pro Loco in crisi, addio tordelli
Salta la Stordellata mentre lascia Andrea Tarabella: «Mi hanno anche accusato di avere rubato»
SERAVEZZA. Se ne va un altro pezzo del consiglio della Pro Loco di Seravezza. A rassegnare le dimissioni è il revisore dei conti, Andrea Tarabella, da anni all’interno dell’associazione che si occupa della promozione turistica del Comune. Ma questo è l’ultimo di una serie di fatti che sembrano far emergere tensioni e disaccordi nel consiglio che amministra la Pro Loco. In generale quando certi fatti finiscono sulla stampa, per volontà dei diretti interessati, significa che la situazione è calda. E le mediazioni sono saltate. «Pubblico questa mia lettera di dimissioni in quanto ritengo giusto e doveroso nei confronti dei soci che mi hanno eletto a suo tempo che vengano a conoscenza della situazione attuale dell'Associazione» esordisce la nota di Andrea Tarabella. Nel Comune ci sono due Pro Loco, quella di Querceta e quella di Seravezza. Se la prima coinvolge più persone, perché si occupa anche del Palio dei Micci, quella di Seravezza è senz’altro la Pro Loco storica del comune (istituita nel 1930), e quindi riveste una particolare importanza istituzionale. Gestisce l’ufficio informazioni turistiche, porta avanti il Carnevale dei Piccoli, e l’Agosto Seravezzino. Tarabella si è detto «impossibilitato a svolgere il mio lavoro». «Nonostante le richieste, dal Direttivo non è pervenuta alcuna documentazione riguardante il bilancio 2014 e come l'anno passato non è stata rispettata la scadenza e neanche fissata la data dell'assemblea dei soci – prosegue la lettera di Tarabella, che fu dal 2009 al 2012 presidente della Pro Loco – i soci mi hanno dato la loro fiducia eleggendomi revisore, ma con il vostro comportamento poco serio e ancor meno professionale, non riesco a rispettare l'impegno preso. Quindi, pur con gran dispiacere, non mi resta che seguire le orme del mio collega Verona e lasciare questo ruolo».
Tarabella non è il primo ad essere dimissionario in questo mandato amministrativo. Di cui attuale presidente è Stefano Forno, nominato dal consiglio dopo che l’ex presidente Bruno Vangelisti aveva lasciato. Ma in questo caso per problemi personali.
A febbraio già tre consiglieri, tra cui Marina Marrai (ex segretaria), avevano abbandonato la loro carica. «La cosa evidente a tutti è che questo Consiglio si è ridotto al minimo legale per esistere – prosegue Tarabella - perdendo la metà dei consiglieri con cui era partito e rimanendo con un Revisore su tre. Forse è su questo che si dovrebbe riflettere». Come il fatto che, per motivi ancora poco chiari, quest’anno non si svolgerà, dopo 20 anni, la Stordellata sul fiume: la tradizionale sagra a base di tordelli nel giorno di San Lorenzo, che portava avanti la Pro Loco.
«In questi due anni – conclude Tarabella - mi sono sentito dire che non mi importa del mio paese, che tramo alle spalle del Consiglio contro la Pro loco e addirittura si è insinuato che avessi fatto sparire dei biglietti di spettacoli e del denaro solo perché avevo ancora la chiave della sede. In 80 anni di attività si sono succeduti numerosi Consigli, ma queste spiacevoli situazioni non sono mai accadute».
Tiziano Baldi Galleni
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