Sicurezza
Il Comune dichiara guerra ai piccioni in centro storico
Le zone più colpite sono la Badia e le piazze San Bernardino e Giovanni XXIII Già approvato un progetto che prevede il loro trasferimento fuori città
CAMAIORE. Il Comune dichiara guerra ai piccioni. Una presenza, quella dei volatili in centro città a Camaiore, che sta cominciando a diventare fastidiosa per gli innumerevoli problemi di tipo igienico sanitario che comporta e per i costi legati alla pulizia di strade, parchi, monumenti conseguenza della loro presenza. Inevitabile, dunque, cercare di adottare soluzioni radicali per almeno allontanarli dalle case e dalle zone frequentate dalle persone. Ed in effetti un trasferimento se non in massa quanto meno significativo per il contenimento della loro presenza in centro è esattamente ciò che ha in mente il Comune: i piccioni saranno catturati e poi rilasciati fuori dai centri abitati.
Più facile a dirsi che a farsi, certo. Ma intanto un progetto c’è, già approvato dall’amministrazione guidata da Alessandro Del Dotto. Che tuttavia non potrà intervenire da sola. L’ufficio ambiente dovrà essere affiancato dall’Asl per riuscire a far migrare in altre zone la numerosa popolazione di piccioni del centro.
«Le zone più problematiche a causa della presenza dei piccioni - spiega l’assessore all’ambiente Marcello Pierucci - sono quelle di piazza San Bernardino vicino al municipio e l’area circostante dove già un anno fa siamo intervenuti per la pulizia a fronte delle problematiche igienico sanitarie ma a distanza, appunto, di appena un anno siamo quasi nelle stesse condizioni di allora. E ancora problemi ci sono in piazza Giovanni XXIII che tra l’altro è frequentata da bambini e nella zona della Badia».
«Il progetto che abbiamo predisposto come ufficio ambiente - continua Pierucci - tende alla cattura e all’allontanamento dei volatili in zone fuori dal centro urbano, più adeguate perché la loro presenza sta creando grossi disagi ad abitazioni e abitanti del centro».tenerli lontani con l’installazione di appositi aghi su davanzali e tetti ha oltre tutto costi piuttosto elevati. Così il Comune ha elaborato una alternativa. «Ora dipende tutto dall’Asl con la quale saremo chiamati a collaborare per attuare il progetto - continua l’assessore - Contiamo di cominciare tra un mese, al massimo un mese e mezzo. Per noi si tratta di una assoluta priorità».
È anche vero che senza la collaborazione dei cittadini Comune e Asl non potranno fare granchè. «La prima cosa - prosegue Pierucci - è evitare di dare da mangiare ai piccioni in centro storico. E per questo mi appello a tutti i cittadini perché evitino di farlo: possono alimentarli fuori dal centro storico nelle tante aree verdi che ci sono».
In concreto il progetto predisposto dall’amministrazione prevede l’installazione di attrezzature per la cattura nelle aree maggiormente frequentate dai piccioni: attrezzature che non siano dannose per gli animali, come previsto dalla normativa. Gli animali verrebbero poi rilasciati in libertà in altre zone, più idonee. Contemporaneamente in centro verrà predisposto il posizionamento di dissuasori e insieme si lavorerà all’eliminazione dei principali siti di nidificazione e posatoi. Infine, nei confronti della cittadinanza, verrà avviata una campagna informativa tramite appositi cartelli relativa sia al divieto di alimentare i volatili sia ai problemi collegati alla loro presenza e ai provvedimenti che il Comune intende adottare per risolverli.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
