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Mutui ancora da pagare ma Villa Paolina crolla

VIAREGGIO. La foto scattata ieri è inequivocabile: una parte del primo piano di Villa Paolina, gioiello architettonico in pieno centro, non crolla perché da metà maggio 2014 ci sono i “cristi”a...

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VIAREGGIO. La foto scattata ieri è inequivocabile: una parte del primo piano di Villa Paolina, gioiello architettonico in pieno centro, non crolla perché da metà maggio 2014 ci sono i “cristi”a tenerla su. È lo stesso palazzo comunale, uno di quelli destinati agli eventi culturali della città, per il quale i viareggini stanno ancora pagando un mutuo da 306.258 euro (acceso nel 1996 con scadenza nel 2021) su un progetto complessivo di 593.000 euro, un altro finanziamento da 55.382 euro (2005-2014), un mutuo contratto nel 2009, con scadenza 2028, che ammonta a 106.500 euro.

Nel frattempo un anno fa sono arrivati i “cristi” per impedire al primo piano di crollare. I danni sono quelli elencati nella determina 793 del 23 maggio 2014: cedimento dei tre archi ubicati nell’atrio di ingresso; caduta di spinta; lesioni presenti all’intradosso delle sezioni di chiave; cedimento delle imposte dell’arco. Il tutto in un «quadro di dissesto localizzato e in lenta evoluzione che può determinare conseguenze significative».

La conclusione dell’atto firmato dal dirigente Pier Nello Martelli è che «l’intervento di messa in sicurezza riveste carattere di assoluta urgenza» e dunque «si rende necessario eseguire immediatamente quanto occorrente». Così che con lo stesso atto si approva il preventivo presentato da un’impresa di Viareggio per 7.869 euro totali. Ma la situazione del palazzo, a ieri, era identica a quella di un anno fa.

Un ritorno al passato è necessario, perché basta un “giro” nel sito del Comune alla voce “determine” per rendersi conto del fiume di denaro pubblico speso su Villa Paolina dal 2002 ad oggi. L’anno della delibera 3371 del 20 agosto, a firma dell’allora dirigente dei lavori pubblici Riccardo Raffaelli che ha per oggetto i lavori di completamento del restauro di Palazzo Paolina e relativa indizione di gara d’appalto. Delibera che non indica alcuna cifra per la stessa gara, nello “stile” anomalo sul quale hanno puntato l’attenzione le indagini dei carabinieri del Nucleo investigativo dei carabinieri di Lucca. Che si sono visti respingere le richieste di intercettazioni e perquisizioni dal Gip Silvia Mugnaini. Lo stesso giudice che in questi giorni deve affrontare il ricorso in Cassazione presentato dalla Procura generale della Toscana contro le sentenze di proscioglimento e assoluzioni da lei emesse, in sede di udienza preliminare per la vicenda sulla presunta corruzione nei grandi progetti urbanistici a Lucca.

Tornando a Villa Paolina, il sito del Comune snocciola la storia degli interventi continui e degli incarichi esterni affidati. Si va dal restauro, al riscaldamento, l’allarme, la pulizia del pavimento del cortile, l’allestimento del giardino, gli impianti di condizionamento, gli arredi e tutte le altre voci che si riscontrano nelle determine firmate dallo stesso Raffaelli.

Ristrutturazione e messa a norma dei palazzi pubblici (Palazzo delle Muse, Villa Borbone, Villa Paolina, Teatro Jenco e così elencando) che si sono “mangiate” milioni di euro. Con il risultato che - ad oggi - non c’è un edificio pubblico, specialmente tra i palazzi della cultura di cui la politica tanto si vanta, che abbia davvero i requisiti per stare davvero aperto al pubblico.

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