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Versilia

Lorenzoni contesta il bando di S. Anna

Lorenzoni contesta il bando di S. Anna

La minoranza chiede che la scelta della ditta non sia ristretta a poche aziende come farà il Comune

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STAZZEMA. La gestione del Museo della Resistenza e dell’area del Parco Nazionale della Pace andrà di nuovo a bando. Ma questa volta la scelta della ditta che gestirà le attività di Sant’Anna di Stazzema sarà fatta a porte chiuse. Insomma, niente gara pubblica. E di conseguenza nessuna partecipazione allargata. Perché di fatto sarà l’ufficio cultura del Comune a selezionare un elenco di ditte tra le quali ne sarà scelta una. Per quanto la scelta presa dall’amministrazione Verona possa essere legittima, la minoranza di Stazzema sottolinea “l’inadeguatezza” di questo metodo. «Stiamo parlando di un parco nazionale – afferma Gian Piero Lorenzoni, consigliere di minoranza – di fronte alla quale c’è bisogno di avere un’offerta, e una partecipazione, più allargata possibile. Con più proposte avremo la possibilità di scelta migliore dato che ogni soggetto presenta un proprio progetto. Senza considerare che si perderebbe la competitività e l’opportunità di avere una gestione ad un minor costo con la stesse offerta”. Il Parco di Sant’Anna è stato istituito con legge nazionale 381 del 2000. La gestione, tutt’oggi affidata alla società cooperativa 2Muv, è di due anni, e quest’ultima scadeva con il 31 gennaio. “Sarà il responsabile dell’area cultura, Michele Morabito, a scegliere l’elenco delle ditte – sostiene Lorenzoni – e ci sarebbe da capire su quale base e con quale logica”. Dopodiché avverrà la vera e propria gara tra le ditte scelte, delegata all’ufficio Gare e Contratti del comune di Massarosa. Tra cui prevarrà anche il criterio economico: la base d’asta è di 130 mila euro, divisi in 90 mila per servizio accoglienza e visite, 40 mila in attività di comunicazione e gestione iniziative. “E' sempre stata effettuata la procedura a gara pubblica – prosegue Lorenzoni. Anche se non veniva fatta mai una vera e propria pubblicità per portare a conoscenza del bando. Intanto la cooperativa attuale ha già avuto diverse proroghe da fine gennaio, quando scadeva l’affidamento. E’ scandaloso – conclude Lorenzoni – perché l’amministrazione sapeva che la concessione sarebbe terminata, e aveva tutti i tempi per preparare il nuovo bando. Così anche la proroga è un atto inammissibile come conferma una recente sentenza del Consiglio di Stato, che sottolinea che non possono essere concesse proroghe in generale, salvo che non sia previsto nel bando di gara iniziale”.

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