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Il marmo vuole un nuovo contratto

Il marmo vuole un nuovo contratto

I vertici nazionali della Fillea-Cgil si sono riuniti a Pietrasanta: ennesimo sì al piano della Regione che chiude le cave

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VERSILIA. Il sindacato chiede subito il nuovo contratto di lavoro per il settore del marmo. Naturalmente con aumenti salariali e dei diritti. Ma soprattutto si dice d’accordo con il famoso piano paesaggistico che ha ridotto l’escavazione della pietra nelle cave dentro il Parco regionale delle Apuane.

La riunione è avvenuta mercoledì a Pietrasanta dove si sono riuniti i direttivi della Fillea-Cgil di Massa Carrara e di Lucca, unitamente ai segretari generali Leonardo Quadrelli e Roberto Venturini. Ma c’era anche, la segretaria generale di Fillea Toscana Giulia Bartoli e il segretario nazionale del sindacato Salvatore Lo Balbo. Tutti insieme per discutere delle problematiche relative al settore marmo del Distretto Apuo Versiliese. Erano presenti anche i delegati del distretto apuo-versiliese.

«Non poteva mancare l'analisi sulla legge regionale e sul piano paesaggistico – si legge nel comunicato finale – tra gli ultimi atti della giunta regionale guidata da Enrico Rossi.

Il giudizio complessivo dei lavoratori è stato positivo, «soprattutto – scrive il sindacato – per l'incentivazione della filiera con l'obiettivo di lavorare nel distretto almeno il 50% dell'escavato così da avere le dovute ricadute sul territorio e la focalizzazione sulla necessaria tracciabilità del prodotto, trasparenza e i dovuti controlli».

Quello che si contesta alla legge voluta dall’assessora Marson non «ha però inserito le necessarie garanzie per i lavoratori nel caso di passaggio tra aziende che lavorano la stessa cava, oltre ad aver messo le cave tutte sullo stesso piano e cioè quelle che con gli stessi dipendenti escavano 100 blocchi a quelle che né escavano 200. Ci sono aziende che di fatto già fanno autocontingentamento, queste vanno garantite».

Poi si è parlato del nuovo contratto di lavoro. «Altra questione cara ai lavoratori è quella sul contratto nazionale del settore lapideo, stante la necessità di elaborare entro l'autunno la nuova piattaforma: al centro sono state poste le questioni salariali e dei diritti. Diritti messi in discussione dalle recenti norme sul jobs act con cui si è determinato una sostanziale divisione del mondo del lavoro tra chi continuerà ad avere i diritti previsti ad esempio dallo Statuto dei Lavoratori e chi no, invece che riunificare il lavoro estendendoli a chi ne era privo. Temi da discutere – scrivono – coi lavoratori per il rinnovo del Contratto sono inoltre, la rivisitazione delle qualifiche, la revisione delle varie tipologie di contratti , il welfare contrattuale, eccetera».

L'assemblea infine ha posto importante attenzione al «rinnovo del contratto provinciale lapidei di Massa Carrara, dando pieno sostegno alla lotta dei lavoratori ritenendo sacrosanto il diritto al contratto: particolare preoccupazione desta l'atteggiamento degli imprenditori che chiedono di ridiscutere il contratto nel 2016, atteggiamento immotivato visto che il settore compresa la trasformazione sta avendo performance di tutto rispetto».

La Fillea ha poi contestato il fatto che non sarà organizzata la Fiera del marmo legata ad Expo 2015 per indisponibilità delle imprese, il Direttivo lo ritiene un fatto grave che farà danno a tutto il settore ed in particolare alla città di Carrara».

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