Il Tirreno

Versilia

Sconti non dovuti: buco alla Viareggio Porto

di Donatella Francesconi
Sconti non dovuti: buco alla Viareggio Porto

Centocinquantamila euro è il conto fatto dall’ex liquidatore Falzone I diportisti li ottenevano con il solo Cud invece del previsto reddito imponibile

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VIAREGGIO. Un danno erariale da 150.000 euro: è quello che l’ex liquidatore della Viareggio Porto, Eduardo Falzone, ha fatto saltare fuori dall’analisi degli sconti per il reddito che il Comune aveva deliberato di applicare alle barche più piccole, quella nautica “sociale” per la quale da tempo si vanno ipotizzando soluzioni diversi dall’ormeggio in acqua.

La vicenda è tutta legata alla delibera 18 del 20 gennaio 2009 (Giunta Lunardini), ai pagamenti fatti e non fatti, e alla circostanza - tipicamente viareggina - per cui un atto amministrativo per il quale si indica espressamente una durata (anni 2009, 2010 e 2011) continua ad essere tenuto a riferimento ed applicato anche dal 2011 in poi.

La parte più considerevole del “buco” è dovuta al protarsi negli anni di sconti che avrebbero dovuto applicarsi per tre anni, salvo non capire che cosa sarebbe accaduto dopo il 2011. Anzi no: perché la sorte della nautica sociale è, da sempre, “sognando il Triangolino”. Nel senso dell’area per la quale la Viareggio Porto paga la concessione, sognando appunto di potervi costruire il nuovo approdo turistico, bloccato da un vincolo ambientale per uno dei “migliori” pasticci in salsa viareggina.

Tornando agli sconti, la delibera del 2009 prevede, relativamente alle classi 5 e 6, le seguenti riduzioni: 50% degli importi previsti, in favore dei possessori di unità residenti nel comune di Viareggio aventi un reddito imponibile annuale (relativamente al periodo d'imposta dell'anno precedente) fino a € 25.000 euro; pari al 30% degli importi previsti, in favore di possessori di unità residenti nel comune di Viareggio aventi un reddito imponibile annuale (relativamente al periodo d'imposta dell'anno precedente) superiore a 25.000 euro, ma inferiore o uguale a € 32.000.

Cosa è accaduto lo spiega bene il lavoro di ricognizione che Falzone ha chiesto ai dipendenti della Viareggio Porto: la maggior parte dei diportisti che per classe di barca erano destinatari dello sconto in base al reddito imponibile hanno consegnato unicamente il Cud. Pochissimi, dal 2009 ad oggi, i modelli 730 consegnati. E se è vero che si tratta di barche piccole, le verifiche hanno dimostrato che i redditi imponibili doveva dare ben altri risultati.

Senza contare, appunto, che per avere tariffe aggiornate dopo quella delibera si è dovuto attendere il commissario prefettizio e gli aumenti previsti dal dissesto a tasse e tariffe applicate nel Comune di Viareggio.

A questo quadro va aggiunta la conclusione della delibera 2009: «Parte del maggiore ricavato dovuto alla rivisitazione delle tariffe verrà reinvestito nella dotazione di servizi nell’ approdo turistico "La Madonnina"». Considerando che la società sta affrontando il fallimento, che lo stato della sicurezza dell’approdo è stato oggetto di ordinanze della Capitaneria e denunce dello stesso Falzone, che su alcuni pontili sono rimati senza elettricità, che il pontile frangiflutto lo scorso inverno si è spezzato andandosene in mezzo al mare, sarebbe interessante capire quali interventi siano mai stati finanziati con l’aumento delle tariffe...

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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